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varesenoi.it | 09 dicembre 2022, 10:30

Una mostra da Nobel a Busto Arsizio

Dal 14 al 19 dicembre, la chiesa di Sant’Antonio Abate in piazza Santa Maria ospita la mostra “Uomini nonostante tutto”, realizzata dalla Fondazione Russia Cristiana e Memorial. Arriva in città per iniziativa della Cooperativa Niccolò Rezzara

Una mostra da Nobel a Busto Arsizio

Dal 14 al 19 dicembre, la chiesa di Sant’Antonio Abate in piazza Santa Maria, ospita la mostra “Uomini nonostante tutto”, realizzata dalla Fondazione Russia Cristiana e Memorial, associazione russa nata nel 1989, nel clima della perestroika di Gorbaciov e insignita del Premio Nobel per la Pace nel 2022.

Già esposta al Meeting di Rimini nell’agosto di quest’anno, «è stata portata a Busto Arsizio», come ricorda la professoressa Barbara Tettamanti, «per iniziativa della Cooperativa Niccolò Rezzara, che gestisce in città tre ordini di scuole paritarie».

La docente di storia, in servizio all’Istituto don Carlo Costamagna di Busto Arsizio, ci racconta con passione che la mostra «permette di conoscere il grande lavoro svolto da Memorial, la prima associazione libera russa, nata dopo il crollo del regime sovietico, e di scoprire il compito che si è data: recuperare la memoria di quanto accaduto in Unione Sovietica a moltissime persone durante gli anni della dittatura. Memorial non solo ha il grande merito di aver denunciato l’ingiustizia subita da moltissime persone, incarcerate e uccise nei gulag, ma, ha avuto anche e soprattutto l’intento di dare voce all’umanità di queste persone, per ridargli un volto e un nome».

Da questa prima presentazione la mostra si annuncia interessante. Dalla professoressa Tettamanti tre buone ragioni per andare a vederla.

«Il primo motivo è dare voce all’associazione Memorial, che oggi è stata dichiarata “fuorilegge” dal governo di Mosca, perché è stata accusata di agire come “agente straniero”; parlando di Memorial possiamo dare voce a tutto il dissenso russo, a questo popolo che è stato nel passato, ed è ancora oggi, la prima vittima del suo governo autoritario, tema di grande attualità.

Il secondo motivo è che questa mostra testimonia l’umanità dei condannati dal regime sovietico; il titolo, “uomini nonostante tutto”, è significativo, poiché testimonia l’esistenza di uomini che hanno custodito la loro dignità umana in luoghi che non avevano nulla di umano. La mostra è una grande lezione di speranza: i nostri studenti potranno vedere che il bene vince, il bene inteso come rapporti di amicizia, i legami familiari, l’amore per il lavoro ben fatto, la responsabilità nei confronti del proprio popolo. Portare gli studenti e i giovani a vedere questa mostra insegna che il potere non può distruggere completamente l’umanità delle persone.

C’è poi un terzo motivo, che può riguardarci personalmente tutti: incontrare la storia di queste persone suscita in noi delle domande: Io cosa avrei fatto in quella situazione? Cosa mi avrebbe permesso di sopravvivere? Cosa mi insegnano queste storie?”».

Vale la pena raccogliere la sfida della professoressa Tettamanti e lasciare che sia risvegliata la nostra umanità.

La mostra si può visitare negli orari di apertura (per le scolaresche: mercoledì/giovedì/venerdì/sabato/lunedì dalle 8 alle 13; per il pubblico: mercoledì/giovedì/venerdì/lunedì dalle 16 alle ore 19, sabato dalle 15 alle 22, domenica dalle 10 alle 18), avvalendosi di visita guidata.

Rosanna Pozzi

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