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Scuola | 30 novembre 2022, 12:33

“Maestra, ritiro io la pagella perché il papà è partito per il fronte”

Interessanti i dati che gli alunni di terza media delle Bossi hanno fatto emergere dopo aver scandagliato numerosi registri scolastici ai tempi della prima guerra mondiale. Ne è nata una mostra inaugurata alla presenza di autorità e con canti intonati dai ragazzi

“Maestra, ritiro io la pagella perché il papà è partito per il fronte”

La storia ci appartiene”. Questo il motto risuonato più volte ieri all’inaugurazione della mostra documentaria sulla “Grande guerra nei registri scolastici” realizzata dagli studenti delle classi terze delle Bossi.

A citare la frase, in primis, l’ex docente-esperta Antonella Rabolini che insieme a Ernesto Speroni ha dato manforte all’allestimento dell’esposizione. «Questo è un motto che condividiamo con l’assessorato alla cultura – ha detto – con cui è stata realizzata una mostra fotografica sulle guerre mondiali.

Da parte nostra abbiamo analizzato con i ragazzi alcuni dei 92 registri, primi custoditi in biblioteca ora nell’aula Techel, delle scuole Tommaseo, Carducci e Manzoni, il più antico del 1893-94 fino al 1917, scritti in bella calligrafia dove si notano le ripercussioni sociali della guerra, tanto che alcune giustificazioni scolastiche erano motivate dall’andare a sostituire il padre o il fratello maggiore nel lavoro dei campi perché questi erano stati chiamati alle armi. Le notizie sono state poi riportate sui cartelloni».

Ma “La storia ci appartiene” è stata la frase ripresa anche nell’intervento dell’assessore alle politiche giovanili Daniela Cerana che ha chiarito come la mostra nasca da un’idea del tavolo della memoria, quest’anno trasformato anche secondo il motto citato.

«E’ fondamentale comprendere le nostre radici – ha detto – per un’adeguata apertura al mondo. Quest’anno nella mostra abbiamo coinvolto anche i ragazzi degli istituti comprensivi e non solo gli studenti delle superiori. Questi hanno fatto da ciceroni ai ragazzi più piccoli nell’ambito di un progetto di peer-education che ha contato numeri altissimi».

E gli studenti delle Bossi ieri hanno dimostrato di aver ben compreso che “La storia li appartiene”. Ieri hanno letto i resoconti delle loro analisi. Ne sono emersi dati interessanti, come le professioni più disparate dei papà, il carrettiere, il contadino e altro, l’alunna che ritira la pagella al posto del padre partito per il fronte. E sempre i ragazzi hanno eseguito e suonato brani significativi, come “Addio, mia bella addio” composto da Carlo Alberto Bosi nel 1848 per i combattenti volontari nella prima guerra d’indipendenza. Segno questo dell’importanza della musica dal vivo come lo era durante la prima guerra mondiale.

Dunque un’attività importante per entrare in contatto profondo con una pagina della nostra storia, come ha chiarito la vicesindaca Manuela Maffioli: «Mi complimento per questo momento di cultura. E sono molto felice per la bellissima notizia della riapertura dell’aula di storia, uno degli scrigni che conserva il patrimonio storico della città. Questa iniziativa si aggiunge a quella organizzata dall’amministrazione comunale: il 6 novembre abbiamo inaugurato una mostra fotografica sulle due guerre mondiali che ha avuto riconoscimenti nazionali e internazionali».

Anche la collaboratrice della dirigente Maddalena Colamussi ha ricordato la riapertura dell’aula Techel, fortemente voluta e curata dai professori Rabolini e Speroni e attualmente coordinata dalla prof Maria Melchionne.

Il prossimo appuntamento con gli studenti delle Bossi, il 20 dicembre in occasione del concerto di Natale alle 20.30 nella chiesa di San Michele.

Laura Vignati

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