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Busto Arsizio | 05 ottobre 2022, 10:36

Un anno fa la proclamazione del sindaco Antonelli: «Difficile lavorare tra continue incertezze. Ma si deve andare avanti»

Il 5 ottobre 2021, Emanuele Antonelli veniva ufficialmente proclamato sindaco di Busto Arsizio per la seconda volta. «Quest’anno è andato male - dice - ma non per colpa dell’amministrazione o dei tecnici, che lavorano il doppio di prima, ma per il mondo che ci circonda. Dopo il Covid, la guerra. Siamo costretti a centellinare e accantonare risorse»

Un anno fa la proclamazione del sindaco Antonelli: «Difficile lavorare tra continue incertezze. Ma si deve andare avanti»

Un anno fa, il 5 ottobre 2021, Emanuele Antonelli veniva ufficialmente proclamato sindaco di Busto Arsizio per la seconda volta.
Sul bilancio del primo anno di questo mandato, il sesto complessivo, pesano le incertezze e le difficoltà legate alla guerra in Ucraina.
Dopo il periodo terribile della pandemia, sono i pesanti rincari di bollette e materiali a preoccupare gli amministratori locali.

«Non sono contento di come stanno andando le cose – spiega Antonelli –. Sta andando avanti tutto ma con una fatica pazzesca, perché il mondo è cambiato con la guerra. Non bastava il Covid, ora ci sono queste preoccupazioni legate a Pnrr, energia, ritardi».

Pertanto, dice il primo cittadino, «se mi si chiede com’è andato quest’anno rispondo “male”. Non per colpa dell’amministrazione o dei tecnici, che lavorano il doppio di prima, ma per il mondo che ci circonda. Forse si poteva fare qualcosa di più, ma siamo vincolati dal fatto di dover centellinare e accantonare risorse. Ci aspettiamo una batosta e dal governo non è ancora arrivato un euro».

Antonelli è preoccupato e cita polemicamente la vicenda dei lampioni di Richino Castiglioni: «Sorgono sempre problemi. Si pensi alla Sovrintendenza con la storia dei lampioni. Se capita col Pnrr che cosa succede...».
Il caso ha ripreso a far discutere. «Sono stufo di sentire certi commenti, tipo quelli dell’avvocato Bellazzi – dice Antonelli –. Persone che non sono entrate in consiglio comunale e vogliono comparire sui giornali».

Uno dei momenti più toccanti di questo primo anno di amministrazione è stato sicuramente l’arrivo in città dei primi piccoli profughi ucraini, accompagnati da don Giuseppe Tedesco e accolti nel cuore della notte dal sindaco.
«Si sperava fosse una cosa che potesse durare poco, invece leggo che adesso si parla della bomba atomica “limitata”», afferma il sindaco. In questo contesto «si lavora tra continue incertezze, ed è bruttissimo. Ma si deve lavorare lo stesso e andare avanti. Fermarsi sarebbe peggio, ma non è facile».

R.C.

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