Musica, teatro, sport, mercato e spazio verde. Fanno tutti parte dell’ambizioso progetto del comitato Varese Social District presentato stamattina per la riqualificazione dell’area dell’ex macello civico del quartiere di Belforte.
Sulla spinta del bando aggiudicatosi dalla pubblica amministrazione, è nato il comitato, di cui capofila è il Centro di Servizio per il Volontariato di Varese.
Lo scopo dei Centri di Servizio per il Volontariato è quello di lavorare con il territorio a servizio della comunità per renderla più solidale, accogliente e attenta al bene comune, attraverso il sostegno e lo sviluppo culturale del volontariato.
Il comitato nasce per dare un contributo all’attuazione concreta della co-progettazione prevista dall’articolo 55 del Codice del Terzo Settore, che stabilisce, tra le altre cose, come enti pubblici e terzo settore siano soggetti alleati per rispondere ai bisogni dei cittadini.
«Per il terzo settore questa è una sfida, ora bisogna essere capaci di svolgere questo ruolo - dichiara Maurizio Ampollini, direttore di CSV Insubria e portavoce del comitato - Si accusa spesso il terzo settore di essere frammentato, ma il fatto di aver costituito un comitato va proprio in questa direzione: si è all’altezza della sfida solo se ci si muove insieme».
Sono infatti tredici, attualmente, le realtà promotrici del comitato: CSV Insubria, Casa del Giocattolo Solidale, Nonsolopane, Pane Sant’Antonio, Cooperativa Sociale BSM, Cooperativa San Luigi, Filmstudio 90, Totem Cooperativa Sociale, Legambiente, Karakorum Teatro, Gruppo Cooperativo Paritetico Polis, Tara Yoga & Ayurveda e Cooperativa Lotta Emarginazione.
Come precisa Cecilia Santo, vice portavoce del comitato, sono tre i punti del progetto da sottolineare. «Il primo è il tema degli spazi, rivolti a un certo tipo di associazioni e gruppi che hanno difficoltà a trovare dei luoghi di relazione da autogestire. Poi il tema del metodo: questo progetto si configura come modello di collaborazione tra amministrazione, terzo settore e quartiere. Infine i contenuti, che sono stati sviluppati sin dall’inizio tramite un lavoro di ascolto delle persone del quartiere e quindi sulla base di vere necessità».
Progetto interessante e ambizioso anche dal punto di vista architettonico: «In questa nuova riformulazione si tiene conto della tutela del bene - le parole di Lorenzo Serafin, uno degli sviluppatori - Si propone un intervento che è leggero per gli interni, che però inseriscano funzioni nuove, come musica, teatro, sport… e poi qualcosa legato al cibo, con un mercato e funzioni proprie delle associazioni».
Parte della riqualificazione anche uno spazio verde, pensato dalla paesaggista Giuliana Gatti: «Il macello doveva dialogare con gli spazi esterni, con un paesaggio che appartiene alla Città Giardino, il verde è un aspetto sociale di aggregazione e vuole essere luogo di incontro che abbia delle multifunzioni. Qui l’acqua del Vellone avrà una parte fondante, si riapproprierà degli spazi che diventeranno però accessibili».
«Il terzo settore vuole anche essere la voce dei cittadini - sottolinea ancora Ampollini - Va infatti a incidere su Belforte, un rione che forse è stato un po’ dimenticato».
E a questo proposito, presente all'incontro anche Cosima Sabrina, rappresentante del consiglio di quartiere di Belforte: «Siamo speranzosi, è un’occasione per dare un cuore a questo quartiere. È un punto di partenza, da parte nostra ci impegneremo con Varese Social District».













