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Economia | 15 settembre 2022, 17:45

Amianto in condominio: obblighi per l’amministratore, rischi, modalità di rimozione

L’esperto risponde - Ampiamente utilizzato negli 90 ma accertato come pericoloso dalla legge 257 del 1995: come bisogna comportarsi? Scopriamo tutto quello che c’è da sapere insieme a Camera Condominiale Varese

Amianto in condominio: obblighi per l’amministratore, rischi, modalità di rimozione

La sicurezza nell’ambito degli edifici ha come finalità la salvaguardia della salute e della sicurezza, sia dei condomini, sia dei lavoratori che operano all’interno degli stabili. Qualità della vita, tutelata e garantita dalla Costituzione, che. in ambito condominiale viene rafforzata dal principio della solidarietà condominiale. Ovvero l’attenuazione di tutti quei “disagi” che possano limitare la fruibilità del proprio diritto di abitazione e dei beni comuni.

Dal combinato disposto degli Artt. 32 e 42 della Costituzione italiana, all’interno di un condominio deve essere garantito un determinato standard di sicurezza e una buona qualità della vita a ognuno dei residenti. Proprio perché la salute è tra i più importanti diritti dell’uomo, è sinonimo di integrità fisica dovuta, anche, alla salubrità dell’ambiente in cui si risiede, che se violato impone il pagamento di importanti risarcimenti. Ma altrettanto significativo è il diritto di ognuno di vivere presso un’abitazione dignitosa, laddove l’interesse privato è subordinato all’interesse della collettività. 

Riflessione sollevata da un lettore il quale chiede: «Vivo da anni in uno stabile degli anni Novanta, all’interno del quale vi è la presenza di manufatti in amianto. Stante la normativa esso andrebbe smaltito. Quali gli obblighi dell’amministratore, quali e quanti sono i rischi e quali le modalità di rimozione?».

Tema scottante sollevato dal nostro lettore in un periodo storico/sociale in cui la sicurezza del cittadino è prioritaria. L’amianto è un minerale appartenente al gruppo dei silicati e per le sue caratteristiche intrinseche e il basso prezzo, in Italia è stato ampiamente diffuso negli anni 90, sia in campo edile nella costruzione degli edifici condominiali (per la realizzazione di ascensori, tettoie, tubature fognarie e sistemi di riscaldamento), sia nel campo industriale (nella realizzazione d’impianti tecnologici, rete fognaria, tubazioni, caloriferi, caldaie e di mezzi di trasporto).  

Nel 1995 la legge 257 interrompe la commercializzazione dell’amianto, perché ne fu accertata la pericolosità per la salute. Il materiale composto da fibre, se inalate si depositano sulle cellule polmonari e all’interno delle vie aeree sviluppando gravi patologie. Per lo smaltimento è necessario ricorrere all’intervento di una ditta specializzata che sia iscritta all’albo nazionale dei Gestori ambientali.

Prima però l’amministratore di condominio deve eseguire un accurato censimento ed una mappatura di tutti i manufatti di amianto presenti nelle varie parti comuni, con l’ausilio di un professionista abilitato che avrà il compito di compilare una scheda specifica. Per ottemperare a tale obbligo non è prevista alcuna approvazione dell’assemblea è tenuto solo ad informare i condomini del rinvenimento di tracce di amianto friabile nell’edificio. Oltre a darne tempestiva comunicazione all’ASL e ottenere l’autorizzazione alla rimozione, in mancanza potrebbe incorrere in una multa. Infine le spese per lo smaltimento dell’eternit saranno divise per millesimi.

Da ultimo, in virtù del principio della solidarietà e del diritto alla salute, l’attento condomino, può farsi parte diligente e seguire l’iter burocratico della denuncia alla competente ASL e in caso di ritardo nell’autorizzazione alla rimozione è attribuito al cittadino la possibilità di segnalare il ritardo alle competenti autorità.

IL PROGETTO “L’ESPERTO RISPONDE” A CURA DI CAMERA CONDOMINIALE VARESE

“La cultura è alla base della società, rendendoci indipendenti, liberi e spingendoci al ragionamento ad avere buon senso”. E in questo contesto di Welfare State, inteso come sistema sociale diretto a garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini, che si inserisce il percorso intrapreso dalla Camera Condominiale di Varese, in persona del direttore generale Andrea Leta.

Una visione futuristica “de la compropriété”, come direbbero i cugini d’Oltralpe, quella della Camera Condominiale locale. Visione favorevolmente accolta anche dall’Unione Nazionale Camere Condominiali, presieduta dall’avvocato Michele Zuppardi, il cui fine è promuovere la ricerca, lo studio e la formazione di base e permanente nel campo del diritto, della tecnica, dell’amministrazione e più in generale della gestione del condominio e diffonderne risultati e di altre attività indicate nello Statuto.

La sede di Camera Condominiale Varese è situata in viale Ticino 24 a Gavirate. Per tutte le informazioni sono a disposizione la mail info@cameracondominialevarese.it, il numero di telefono 0332629323, il sito internet www.cameracondominialevarese.it e la pagina Facebook @CameraVarese.

A cura dell’Avv. Sabina Vuolo - Avvocato Cassazionista, Articolista Giuridico

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