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Politica | 08 settembre 2022, 19:57

Faccia a faccia tra candidati a Varese. Gli imprenditori chiedono risposte concrete

Pnrr e ricadute sugli investimenti del territorio, terzo settore, energia e caro-bollette, clima. Questi i temi al centro del confronto tra candidati organizzato da Aime in piazza Monte Grappa a Varese. Sul palco Alfieri, Ferrara, Gadda e Pellicini

Faccia a faccia tra candidati a Varese. Gli imprenditori chiedono risposte concrete

Pnrr e ricadute sugli investimenti del territorio, terzo settore, energia e caro-bollette, clima. Questi i temi al centro del confronto tra candidati organizzato da Aime (Associazione imprenditori europei) in piazza Monte Grappa a Varese.

Hanno partecipato Alessandro Alfieri, senatore del Pd, per il centrosinistra; Antonio Ferrara per il Movimento 5 Stelle; la deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda per il Terzo polo che unisce il partito di Renzi ad Azione; Andrea Pellicini di Fratelli d’Italia per il centrodestra.

L’appello degli imprenditori: «Azioni straordinarie»

A introdurre il confronto promosso da Aime, moderato dal segretario Gianluca Lucchina, è stato il suo vice Matteo Marchesi, davanti a una platea composta da imprenditori, candidati (alcuni sono anche intervenuti nella parte finale), dal sindaco di Varese Davide Galimberti, dal presidente della Provincia Emanuele Antonelli, oltre che ovviamente da cittadini interessati a farsi un’idea più precisa in vista del 25 settembre.

Prima del dibattito, è stata data voce agli imprenditori attraverso la testimonianza di Romana Dell’Erba della Cucina di Altamura. «Abbiamo bisogno di risposte concrete – ha affermato –. Ci chiediamo se il prossimo sarà il governo decisivo per risolvere il problema della tutela dell’imprenditoria e del lavoro. Oggi c’è una crisi di offerta, non riusciamo a recuperare le materie prime. In momenti straordinari servono azioni straordinarie. Io, come i colleghi, voglio continuare a investire in Italia. Chiediamo tutele: le imprese sono in sofferenza dall’inizio della pandemia. La prima bolletta l’ho sottoposta ai parlamentari a ottobre 2021».

Anche il presidente di Aime Giuseppe Albertini ha rimarcato che le imprese hanno davvero bisogno di aiuto per non crollare.

Energia e caro bollette

Il confronto non poteva che partire proprio dal tema centrale della campagna elettorale: la crisi energetica. «Noi proponiamo il blocco delle bollette per quest’anno – ha esordito Alfieri –. Occorre lavorare sul credito di imposta per imprese ed esercizi commerciali, soprattutto quelli energivori. In generale bisogna spingere sulle rinnovabili, investire sul futuro e non sull’energia basata sul fossile. E fare la battaglia per il tetto al prezzo del gas».

Ferrara ha ripercorso quanto fatto dai 5 Stelle («Comunità energetiche, riduzione dei gas clima alteranti, stop alle tecnologie obsolete legate ai rifiuti, superbonus e sgravi alle imprese per assumere giovani e donne»). Tra i punti del programma ha invece citato «un fondo per le imprese energivore e un nuovo superbonus energie e imprese, oltre a un bonus per migliorare il risparmio energetico nell’edilizia».

«La pandemia ha mostrato che le misure di carattere generale non hanno gli stessi effetti su tutte le imprese – ha osservato Gadda –. Anche i provvedimenti di sostegno messi in campo potranno essere ritarati. E dobbiamo avere un occhio che guarda agli investimenti che in passato sono mancati, puntando a essere indipendenti dal punto di vista energetico non solo dalla Russia». E ai «tanti “no” ascoltati negli ultimi anni, ad esempio alle trivellazioni», ha contrapposto un «”sì” a tutte le forme energia, compreso il nucleare pulito».

Pellicini ha replicato ad Alfieri, che aveva sottolineato come il Pd sapesse da che parte stare: «Anche noi lo sappiamo. E lo abbiamo dimostrato chiaramente dall’opposizione, collocandoci subito contro un’invasione brutale. Il nostro programma – ha aggiunto – afferma che dobbiamo andare in diverse direzioni. Servono il coraggio di portare avanti investimenti seri e anche la ricerca sul nucleare di quarta generazione. Dobbiamo piantarla di essere un paese che dice “no”, altrimenti rimarremo schiavi dei ricatti della Russia».

Tasse e riforma fiscale

A proposito di tasse e fisco, Ferrara ha ricordato «il taglio al cuneo fiscale in busta paga del Conte II per 16 milioni di contribuenti con reddito fino a 40mila euro lordi». Nel programma dei 5 Stelle ci sono poi «cancellazione dell’Irap e il taglio del cuneo fiscale, oltre al rafforzamento del fondo centrale di garanzia».

Alfieri ha sottolineato che il Pd «diversamente dalla destra è contrario a uno scostamento di bilancio che rischia di aumentare il debito pesando sulle nuove generazioni e di aumentare lo Spread. Dobbiamo investire sulla lotta all’evasione fiscale e guardare agli extraprofitti delle imprese energetiche, che devono restituire qualcosa alla collettività». Un’altra proposta riguarda l’abbassamento delle aliquote sui redditi medi e medi- bassi, mentre la flat tax è «un sogno irrealizzabile».

Non la vede così Pellicini: «Una flat tax è stata introdotta in maniera positiva dal primo governo Conte per partire Iva con reddito fino a 65mila euro. Dando un po’ di respiro ai ceti medi, massacrato negli ultimi vent’anni. Questo tipo di flat tax per le partire Iva andrebbe pensata per chi ha fino a 100mila euro di reddito. E applichiamola anche ai redditi maggiori rispetto all’anno precedente: permettiamo agli imprenditori di guadagnare di più».

«Il fisco deve essere semplice», ha detto Gadda, proponendo «riforma dell’Irpef, eliminazione dell’Irap e detassazione per gli under 25. Ai giovani fino a 35 anni che si assumono rischio di impresa, permettiamo di rateizzare le tasse e di non avere burocrazia. Il percorse avviato col Jobs Act deve essere rafforzato. Uscendo dalla logica dei bonus».

Reddito di cittadinanza e welfare

Ha fatto discutere il reddito di cittadinanza. Per Gadda «non ha funzionato. Esclude sindaci, comuni, amministrazioni locali e il terzo settore. E se inseriamo tra coloro che non possono lavorare le persone con disabilità, noi abdichiamo al nostro dovere».

«Misura assolutamente sbagliata e che manda un messaggio altrettanto sbagliato. Era meglio il reddito di inclusione», ha affermato Pellicini. Per il candidato di Fratelli d’Italia «servono politiche che riportino a fare bambini».

«Mi fa piacere che Andrea apprezzi il reddito inclusione come lo avevamo inteso noi, cioè passando dai comuni che conoscono il disagio – la risposta di Alfieri –. Il reddito di cittadinanza si può modificare con intelligenza, inserendo nel mercato nel lavoro i più giovani e sostenendo chi è alla fine del percorso lavorativo».
Per il senatore dem, il contrasto alla denatalità oltre alle risorse richiede servizi che funzionano.

Il reddito di cittadinanza è un tema caro ai 5 Stelle: «Quello di inclusione prevede un importo di 200 euro. Che cosa ci si fa? Quello di cittadinanza va al nucleo familiare con problemi: 7.800 euro di guadagno annuo. 300 è la quota per l’affitto. Il 98 per cento delle persone lo riceve correttamente, ma in televisione c’è sempre il 2 per cento».

Riforme e Pnrr

Il Pnrr? «Uno strumento fondamentale che va rivisto alla luce della crisi energetica – ha detto Pellicini –. Vanno implementati gli interventi sulle infrastrutture per l’approvvigionamento energetico. E servono investimenti per costruire rigassificatori e, spero, impianti super sicuri per l’energia nucleare di quarta generazione».

A Ferrara che aveva menzionato alcuni interventi messi in campo dal governo Conte durante la pandemia, Gadda ha risposto: «Lo ringrazio perché ha citato alcuni miei emendamenti». Sul Pnrr: «Le risorse devono arrivare agli enti locali ma anche a imprese e realtà terzo settore».

«Gadda riconosce che è stato Conta a trattare in Europa per riceverlo?», è intervenuto il candidato dei 5 Stelle, che guardando avanti ha parlato dell’obiettivo di «definire un piano industriale basato sulle tecnologie del futuro».

«L’Europa si è resa conto che serviva una risposta continentale – ha concluso Alfieri –. E può essere l’occasione per risolvere problemi atavici del nostro paese con riforme necessarie».

Riccardo Canetta


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