Lega vs Galimberti a tutto campo, dopo il consiglio comunale "show" di ieri (leggi qui) e la precedente conferenza stampa durante la quale il sindaco e i vertici del PD locale si erano soffermati sulla situazione politica nazionale.
«Il sindaco di Varese, anziché pensare ad amministrare e risolvere i numerosi problemi che affliggono la nostra città, preferisce fare conferenze stampa per attaccare il centrodestra a livello nazionale. È ovvio che ormai Varese non sia più la sua priorità».
Così Marco Bordonaro e Alberto Nicora, rispettivamente commissario cittadino della Lega e coordinatore della Lega Giovani di Varese, in risposta alle dichiarazioni del sindaco Davide Galimberti di ieri.
«Lega ‘ostaggio’ della Meloni? Direi piuttosto Varese ‘ostaggio’ di Galimberti – dichiara Bordonaro – così come l'Italia è ‘ostaggio’ del PD, un partito che è sempre al governo, in maniera quasi ininterrotta da dieci anni, nonostante difficilmente vinca le elezioni. Più che dell'immagine internazionale dell'Italia mi preoccuperei dell'immagine di Varese, degli infiniti problemi irrisolti, della sicurezza, della mancanza di lavoro e attrattività, della raccolta differenziata, del degrado in ogni angolo, del piano asfaltature fantasma».
«Ieri, inoltre, è stato svilito il ruolo del consiglio comunale, ridotto a passacarte della giunta, mortificando le opposizioni che rappresentano migliaia di cittadini» aggiunge Bordonaro.
«Sminuire in questo modo l’assemblea degli eletti dai cittadini, significa mettere a rischio lo stesso concetto di democrazia. Cosa alquanto paradossale, per un partito che ha inserito la parola ‘democratico’ nel proprio nome – ribadisce il commissario cittadino della Lega – e parlare della situazione nazionale per togliere attenzione ai problemi locali è una strategia un po’ misera e che non fa gli interessi dei varesini».
«Fa sorridere che Galimberti si preoccupi dello stato di salute del centrodestra – commenta Nicora – quando la città che dovrebbe amministrare è lasciata di fatto a se stessa. Ci tengo a ricordare al primo cittadino che è stato votato per amministrare un capoluogo, non per fare sterili considerazioni da festa dell’Unità».
«Insomma, il suo ‘one man show’ si è ridotto ormai ad uno spettacolo di stand up comedy – ironizza il coordinatore della Lega Giovani – a questo punto, se il sindaco non è intenzionato a mandare il proprio curriculum a Zelig o a Colorado, ci farebbe piacere che pensasse un po’ di più alla città che amministra. Chissà, magari vedremmo finalmente risolti problemi come la raccolta dei rifiuti o le strade groviera…».














