La pandemia, senza contare i disagi di natura psicologica e sociale provocati, ha stravolto la vita degli indifesi bambini anche se non soprattutto in termini di logistica scolastica. A Varese come nel resto d’Italia.
Regole di contrasto al diffondersi del contagio, sopravvenute e sovrapposte, hanno infatti mutato rapidamente un luogo fisico per definizione quasi immutabile nella sua quotidianità, e così le abitudini che esso ospitava. Nell’esigenza di distanziare gli studenti, gli spazi una volta abbondanti non sono più bastati, improvvisamente. E allora via a cambiamenti, adattamenti e rinunce, con buona pace (e tanto lavoro) di professori, dirigenti, personale amministrativo e assessorati.
È successo anche alla primaria San Giovanni Bosco di Varese, appartenente all’Istituto Comprensivo 2 S. Pellico: un istituto molto frequentato ma voluminoso, a tal punto da ospitare - nel 2017 - gli alunni della Canziani dopo che la loro scuola era stata valutata non più idonea dal punto di vista strutturale. Tutto è cambiato nel 2020: le obbligatorie “bolle” hanno comportato, nell’edificio scolastico di via Busca, addirittura il sacrificio del refettorio, diventato necessariamente una nuova aula. E qui, come quasi ovunque, ci si è organizzati con le mono-porzioni da consumare in classe.
Lo status quo sta per tornare al passato: oggi è infatti emersa la notizia che il Comune di Varese, partecipando a un apposito bando ministeriale, ha ottenuto un finanziamento che porterà alla ricostituzione della sala mensa perduta alla San Giovanni Bosco.
Il contributo ottenuto è di circa 345 mila euro. E l’amministrazione Galimberti ha già pronto il progetto: il nuovo refettorio sorgerà al piano terra, nella parte posteriore dell’edificio che oggi il personale usa per parcheggiare la propria auto. «Sarà nuovo, luminoso e ben arredato - spiega Rossella Dimaggio, assessora ai Servizi Educativi - I lavori inizieranno a breve termine e dovrebbero durare un anno e mezzo, senza ostacolare la normale vita scolastica visto che si svolgeranno all’esterno»
«Il Covid ha messo a dura prova il mondo della scuola e lo stesso assessorato ai Servizi Educativi - è il bilancio che traccia Dimaggio - È stata una sfida che abbiamo superato grazie alla condivisione: noi abbiamo coordinato e il personale scolastico è stato eccezionale, ma la capacità di adattamento, la disponibilità e la resilienza dei bambini e delle bambine è stata straordinaria».