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Busto Arsizio | 26 maggio 2022, 16:17

Gli studenti e la “rivoluzione” del parco delle Rimembranze di Busto

Ragazzi e ragazze dell’Istituto Verri e delle De Amicis hanno dato vita a un progetto di rigenerazione urbana, coinvolgendo anche la comunità di Madonna Regina. L’iniziativa verrà presentata alla cittadinanza sabato 4 giugno prima di un picnic nell’area verde

Gli studenti e la “rivoluzione” del parco delle Rimembranze di Busto

La riqualificazione, anzi la rivoluzione del parco delle Rimembranze di Busto Arsizio passa dall’impegno degli studenti.
Mesi di studio, sopralluoghi, lavoro e coinvolgimento dei residenti hanno portato ragazze e ragazzi dell’IeFP Verri e delle medie De Amicis a presentare una proposta che è stata poi accolta dall’amministrazione. Il progetto #BustoRevolution verrà presentati alla cittadinanza nel parco di Madonna Regina sabato 4 giugno.

Il progetto

Il progetto nasce dall’incontro tra Alessandro Critelli, candidato nella lista civica per Antonelli sindaco alle elezioni dello scorso anno, e la professoressa del Verri Caterina Stefanazzi. Quest’ultima, con la collega Cristina Colombo delle De Amicis, ha redatto un progetto di rinascita del parco delle Rimembranze.
L’iniziativa ha coinvolto la classe 4F dell’IeFP Verri e le classi 3A, 3D e 1D dell’istituto comprensivo De Amicis, per un totale di 91 studenti. Il nome scelto dai ragazzi per il progetto, #BustoRevolution, vuole essere una “call to action” alla rivoluzione sostenibile e all’evoluzione che ne consegue.
#BustoRevolution mira alla rigenerazione dal basso di questo spazio verde, condivisa con la comunità. Tanto che la professoressa Stefanazzi parla di un progetto di «appartenenza urbana», prima ancora che di riqualificazione.

Gli studenti del Verri sono partiti da un’indagine storica, geografica e scientifica, studiando anche il Pgt. Hanno realizzato reportage fotografici, interviste e questionari su interessi e bisogni legati al parco e al quartiere di Madonna Regina, creando un sito web per diffondere l’iniziativa.
I ragazzi delle De Amicis hanno effettuato numerosi sopralluoghi per contare e indentificare alberi ed essenze. Non si tratta di un aspetto secondario: i parchi delle Rimembranze dovrebbero infatti contenere un albero per ogni caduto della Prima guerra mondiale. Sono 327 le vittime bustocche del conflitto; 285 gli alberi contati e classificati dai ragazzi.
Gli studenti hanno anche svolto un’ampia ricerca storica sulla Grande guerra e un’analisi scientifica delle specie arboree che popolano il parco.

Lo scorso maggio, grazie alla collaborazione di professionisti volontari, le risposte ai questionari sono state elaborate. Ben 825 le persone di età diversa che, grazie ai social e al passaparola, hanno partecipato.
Il progetto è stato poi presentato all’amministrazione.
E sabato 4 giugno verrà illustrato alla cittadinanza: a partire dalle 12, si terrà la scopertura della targa donata dalle associazioni d’Arma per il centenario del milite ignoto e la piantumazione di due alberi in memoria dei caduti della Prima guerra mondiale. Dalle 12.30, picnic libero a cui tutti sono invitati a partecipare portando un telo e il pranzo al sacco.

L'impegno dei ragazzi e la partecipazione della comunità

«Si tratta di un progetto di simulazione trasferito nella realtà – spiega la professoressa Stefanazzi –. Nei due anni di pandemia i giovani hanno incrementato le competenze informatiche, ma sono mancate le relazioni. Per questo abbiamo pensato di unire due scuole, affinché i ragazzi potessero collaborare».
Fondamentale il coinvolgimento della comunità: «Abbiamo predisposto un questionario con domande su priorità e visione del parco. Ci attendevamo trecento risposte, ne sono arrivate 825. Nei suggerimenti non abbiamo trovato polemiche, ma idee propositive per il quartiere di Madonna Regina».
L’auspicio è che l’appuntamento del 4 giugno, durante il quale i ragazzi presenteranno il progetto occupandosi anche della pulizia del parco, sia molto partecipato.

«È stato importante far entrare i ragazzi nella realtà del quartiere, dove tra l’altro si trovano due dei quattro plessi delle De Amicis – aggiunge la professoressa Colombo –. Si sono mossi con un’energia incredibile, appassionandosi di storie e personaggi e calando nella realtà cittadina quello che trovavano sui libri.
A questi ragazzi possiamo chiedere di essere il primo presidio di legalità e vita sana negli spazi del quartiere. E in questo percorso si è creato un legame di comunità con i cittadini che si prendevano cura del parco. Questo è importante in un quartiere dove è difficile trovare un polo aggregativo».

La soddisfazione delle insegnanti è condivisa dagli stessi ragazzi: «Il successo più grande è poter dire che finalmente siamo stati ascoltati», afferma Simone Iaquinta. «Si dice che i ragazzi non abbiano voglia di fare, ma non è così – gli fa eco Giorgio Giampiccolo –. L’ascolto del Comune è stato importante e spero venga riproposto».

L’encomio delle istituzioni

Il progetto è partito da un’idea venuta in campagna elettorale ad Alessandro Critelli. Pur non eletto, si è rivolto al sindaco Emanuele Antonelli, che ha coinvolto l’assessore alle Politiche educative Daniela Cerana e il consigliere delegato al verde Orazio Tallarida. «Il Comune ha orecchie grandi se ci sono progetti interessanti – osserva Critelli –. Le polemiche sterili su Facebook non servono».

«La metodologia del “gioco di realtà” è sempre più diffusa nelle scuole – spiega l’assessore Cerana –. Il parco delle Rimembranza ha una grande importanza storica e merita particolare rispetto. Non è sempre ben frequentato, la presa in carico da parte dei coetanei (di chi non sempre si comporta in maniera esemplare, ndr) è una sfida stimolante che speriamo possa infondere senso di appartenenza e di rispetto ad altri adolescenti».

La presidente del Consiglio comunale Laura Rogora ha espresso il proprio apprezzamento a nome dell’intera assise, portando il saluto di Tallarida, che ha voluto evidenziare come «questo progetto dimostri che è possibile avvicinare i giovani e tutti i cittadini al bene pubblico».

Riccardo Canetta

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