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Economia | 28 aprile 2022, 00:01

Il condominio e la pulizia “fai da te” delle parti comuni

L’esperto risponde - Se a prendersi cura degli spazi condivisi sono i condòmini sicuramente si risparmia, ma questa è anche una delle maggiori cause di liti condominiali: insieme a Camera Condominiale Varese esploriamo il tema per conoscerne le regole. Ricordando sempre il faro guida: il buonsenso

Il condominio e la pulizia “fai da te” delle parti comuni

Con il termine “Primavera” non ci si riferisce esclusivamente alla prima delle quattro stagioni dell’anno ma, anche, ad altre accezioni positive legate alla rinascita e allo splendore, quale può essere quella delle “pulizie straordinarie” delle abitazioni e degli edifici. Attività quest’ultima che, mai come negli ultimi anni, è di fondamentale importanza per una corretta sanificazione degli ambienti e degli spazi comuni, al fine di eliminare e prevenire la proliferazione di virus e batteri nocivi per la salute di tutti.

La pulizia condominiale “fai da te” è sicuramente il modo più economico di tenere l’ambiente “pulito”, ma è anche una delle maggiori cause di liti condominiali: infatti i turni potrebbero saltare, le piastrelle rovinarsi… Insomma quello che si risparmierebbe in denaro, lo si perderebbe in pazienza.

Non è un caso che una lettrice ci chieda: «Vivo in un piccolo condominio composto da sei appartamenti; uno dei condomini, dal Covid in poi, ha una passione sfrenata per la pulizia degli spazi comuni, è sempre lì a lavare le scale condominiali, sottoponendo gli altri inquilini a “rischio caduta” e a inalare intensi odori di detersivi. L’assemblea può mettere un freno alla sua smania di pulizia?»

Gentile signora Maria, la pulizia condominiale è di per sé una vera e propria forma di manutenzione dello stabile, che oltre a garantire un ambiente curato, gradevole e profumato aumenta il valore dell’edificio e quello delle abitazioni

Occorre premettere che le scale di un condominio sono ritenute bene comune in quanto collegano un piano all’altro di una palazzina abitata da più condómini. Proprio per il fatto di trovarsi sotto la responsabilità di più persone, la pulizia delle scale può diventare il “pomo della discordia” suscitando accesi dibattiti. 

Il codice civile dispone che tutti i condómini devono contribuire alla pulizia e manutenzione delle scale, e che le spese devono essere ripartite a seconda dell’uso che ne fanno (Art. 1123 cc.). Da ciò consegue che chi abita all’ultimo piano pagherà di più per le spese di pulizia rispetto a chi abita al primo piano. 

Il regolamento condominiale, poi, stabilisce le modalità per la manutenzione e la pulizia delle scale, mentre l’amministratore di condominio avrà il compito di far rispettare le normative scelte e risolvere i conflitti interni. Quindi se è vero che l’assemblea non può impedire al condomino “super pulito” di mettersi all’opera con scopa e spazzolone, è pur vero che nulla vieta di porre delle condizioni per evitare pericoli o fastidi agli altri abitanti del Condominio, sia che si tratti di pavimenti scivolosi, che di odori troppo forti. 

Viceversa, il condomino iperattivo non potrà pretendere alcun compenso economico. A complicare le cose, poi, ci si mette pure l’art. 674 cp che punisce chiunque esageri con l’utilizzo di detergenti troppo aggressivi (candeggina, acidi di varia natura) e dall’odore troppo “invadente“ che arrecano disagio agli altri inquilini.

Cara lettrice, in conclusione non essendovi una legge che vieta ai comproprietari di un edificio di provvedere da soli alla pulizia scale condominio, si invita al buonsenso facendo comprendere al condomino “maniaco" della pulizia che il troppo storpia e suggerire di rivolgersi ad una impresa di pulizie qualificata potrebbe essere una soluzione ottimale anche in termini di maggiore igiene. 

IL PROGETTO “L’ESPERTO RISPONDE” A CURA DI CAMERA CONDOMINIALE VARESE

“La cultura è alla base della società, rendendoci indipendenti, liberi e spingendoci al ragionamento ad avere buon senso”. E in questo contesto di Welfare State, inteso come sistema sociale diretto a garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini, che si inserisce il percorso intrapreso dalla Camera Condominiale di Varese, in persona del direttore generale Andrea Leta.

Una visione futuristica “de la compropriété”, come direbbero i cugini d’Oltralpe, quella della Camera Condominiale locale. Visione favorevolmente accolta anche dall’Unione Nazionale Camere Condominiali, presieduta dall’avvocato Michele Zuppardi, il cui fine è promuovere la ricerca, lo studio e la formazione di base e permanente nel campo del diritto, della tecnica, dell’amministrazione e più in generale della gestione del condominio e diffonderne risultati e di altre attività indicate nello Statuto.

La sede di Camera Condominiale Varese è situata in viale Ticino 24 a Gavirate. Per tutte le informazioni sono a disposizione la mail info@cameracondominialevarese.it, il numero di telefono 0332629323, il sito internet www.cameracondominialevarese.it e la pagina Facebook @CameraVarese.

A cura dell’Avv. Sabina Vuolo - Avvocato Cassazionista, Articolista Giuridico

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