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Busto Arsizio | 12 aprile 2022, 15:34

Olga Fiorini, umiltà e passione, sempre attenta ai giovani. Il sindaco: «Un dolore grandissimo»

Il sindaco Antonelli le conferì la civica benemerenza, il predecessore Farioli istituì un premio in suo nome. L’assessore Cerana la definisce una «colonna portante della formazione». Il ricordo commosso della presidente del Consiglio Rogora che, lavorando in Acof, ha conosciuto da vicino il suo impegno

Olga Fiorini, umiltà e passione, sempre attenta ai giovani. Il sindaco: «Un dolore grandissimo»

L’addio di Busto Arsizio a Olga Fiorini, anima e fondatrice dell’universo Acof, scomparsa a 95 anni. I funerali si terranno giovedì alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Solbiate Olona. In tanti la ricordano, grati e commossi.

La civica benemerenza e il premio a lei intitolato

«Un grandissimo dolore – dice il sindaco Emanuele Antonelli –. Le ero molto affezionato e lei era affezionata a me. Quando ho saputo la notizia mi è dispiaciuto davvero tanto, mi mancherà». «Era un’entusiasta, ogni volta che parlava dei suoi ragazzi le si illuminava lo sguardo», ricorda Antonelli, alla guida dell’amministrazione quando, nella passata consiliatura, le è stata conferita la benemerenza civica.

«Non ho avuto la minima esitazione – spiega il sindaco –. La conoscevo già e sapevo che donna fosse. Ricorderò sempre che, mentre di solito non esitava a parlare diffusamente dei suoi ragazzi, in quell’occasione non riuscì a dire molto. Significa che era emozionata e per questo sono stato ancora più contento di averle conferito la benemerenza».

Fu invece Gigi Farioli, nella sua esperienza di sindaco, a intitolarle un premio consegnato sempre in occasione della festa patronale a chi ha conseguito particolari meriti nell’ambito dell’educazione dei giovani.
«Ho avuto il piacere di conoscerla e apprezzarla – sottolinea l’attuale consigliere comunale –. Una donna che con umiltà e determinazione, con dolcezza e convinzione, ha realizzato una sorta di miracolo nell’ambito del sistema formativo. Dando vita, grazie anche alla collaborazione dei nipoti, a un vero e proprio impero nel settore dell’educazione».

«Se ne va purtroppo l’ennesima figura emblematica e iconica della città di Busto Arsizio – prosegue Farioli –. Mi piace ricordarla per l’esempio e la testimonianza per via dei quali istituii il premio Olga Fiorini, che viene consegnato tutti gli anni a chi ha avuto il coraggio e la capacità di innovare e di portare qualcosa di nuovo per il mondo dei giovani, dell’insegnamento e del futuro.
Ha rappresentato e rappresenterà sempre una testimonianza. Il fatto che il suo nome, oltre alla Rosa Camuna ricevuta da Regione Lombardia, sia stato anche insignito meritatamente della civica benemerenza è la consacrazione migliore di una vita di fatica, umile, semplice, ma anche di grande determinazione e di costanza.
Mi piace pensare che, come molti sognano, la morte l’ha colta viva, fino all’ultimo giorno vicina a suoi nipoti e ai suoi alunni che ha tanto amato. In ogni occasione non mancava di stimolare tutti a lavorare e a impegnarsi per i giovani».

«Sono ore di grande dolore per la città – osserva la vicesindaco Manuela Maffioli – che sta perdendo figure che hanno saputo dare molto, nel pubblico e nel privato, e sulla cui protezione ci piace pensare di poter contare ancora».

Un riferimento, umile e sempre con il sorriso

Per l’assessore alle Politiche educative Daniela Cerana, «Busto perde una colonna portante e un riferimento della formazione e dell’istruzione, che ha portato a dei livelli qualitativamente molto alti. Ha portato in città degli indirizzi che non c’erano e ha saputo adattarsi ai tempi. È un pezzo di storia. Io ho avuto il piacere di conoscerla negli ultimi anni e, nonostante la consapevolezza di quello che aveva costruito, ha sempre avuto l’umiltà di dire che lei faceva semplicemente quello che si sentiva. Era davvero una persona di grande spessore».

Commossa la presidente del Consiglio comunale Laura Rogora che, lavorando in Acof, ha avuto modo di conoscere e apprezzare da vicino l’impegno di Olga Fiorini. «Per noi, lei era immortale – afferma –. Non riusciamo a pensare che non ci sia più. Era l’anima e la forza di Acof. C’è sempre stata per tutti, con un consiglio, una parola di conforto, un sorriso. Ci ha trasmesso passione, umiltà, voglia di fare. Ultimamente, data l’età, non poteva essere assiduamente lì con noi, ma comunque c’era sempre, con una telefonata, oppure fermandosi un’oretta. Aveva sempre una parola per tutti: anche la scorsa settimana era venuta qua, aveva salutato tutti, sempre gentile e col sorriso. Si informava, si raccomandava di lavorare in serenità, si preoccupava dei suoi ragazzi. Questa era lei, fino all’ultimo».

Riccardo Canetta

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