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Varese | 21 marzo 2022, 08:37

Gianfranca e il suo negozio di giocattoli, oggi come sessant’anni fa. «Dai Puffi ai Pokémon, qui i bambini diventano grandi con me. Ci metto tutta la passione che ho»

Uno scrigno di segreti e magia nel cuore di Varese e una padrona di casa unica come la signora Gianfranca: «Sono partita da zero a diciotto anni, con quattro quaderni. I bambini che venivano da me tanti anni fa ora portano qui i loro figli, e ricordano quando essere accompagnati dai nonni era per loro un premio. C’è ancora attrattiva per il negozio tradizionale, dai prodotti introvabili a quelli fabbricati artigianalmente»

Gianfranca e il suo negozio di giocattoli, oggi come sessant’anni fa. «Dai Puffi ai Pokémon, qui i bambini diventano grandi con me. Ci metto tutta la passione che ho»

Correva l’anno 1963 quando la diciottenne varesina Gianfranca Dalla Rosa avviò un’attività tutta sua nel cuore di Varese. Una cartolibreria, che con il passare degli anni si è evoluta in un negozio di giocattoli.

Sembra sia trascorsa un’eternità. Ma il suo negozio La Rosa Giocattoli è ancora lì, così come lei.

La signora Gianfranca oggi ha 77 anni, e la sua storica attività si avvicina al sessantesimo anniversario dell’apertura. Lei la si può trovare ancora lì, nel suo angolo di paradiso, in cui tutto l’amore per il suo lavoro trova soddisfazione. «C’è tanto di me nel mio negozio, ci metto tutta la passione che ho, do tutto al cliente».

La vetrina che si affaccia su via Staurenghi è sempre ben allestita e curata nei dettagli. È sempre lei a occuparsene. Poco importa se, nonostante sia un negozio di giocattoli, l’insegna conservi ancora la dicitura “cartolibreria”: la sua clientela affezionata sa bene cosa può trovare nel suo negozio.

Di famiglia veneta, la signora Gianfranca giunse in città poco dopo la nascita: «La mia famiglia era veneta, ma viveva a Varese già prima che nascessi. Allo scoppio della guerra tornarono in Veneto, in provincia di Belluno, dove sono nata. Al termine del conflitto, ci siamo stabiliti nuovamente a Varese». 

Nel 1963, a diciotto anni, avviò così la sua attività, in uno spazio in un complesso che ora non c’è più, nell’area occupata oggi dall’autosilo del Sempione: «Sono partita da zero, solo con un piccolo aiuto di mio padre. Ho iniziato davvero con quattro quaderni. Inizialmente era una cartolibreria, ma ho presto iniziato a vendere un po’ di tutto: giornali, dischi e giocattoli; avevo tanta voglia di fare».

Dieci anni dopo avvenne il trasferimento, di pochi metri, nel locale dove tuttora ha sede il negozio: «Quando ho aperto qui nel 1973, mi dicevano che avevo un negozio del 2000: pareti bianche e scaffali pieni di giochi».

Fu così che il suo negozio divenne un punto di riferimento per tutti i varesini, adulti e piccini, alla ricerca di piccoli e grandi divertimenti: «Con il tempo mi sono creata una cerchia di miei clienti fedeli. La gente che entrava nel mio negozio percepiva un ambiente intimo, e questo la rendeva contenta».

Ma oggi non sono più gli anni Settanta, e la signora Gianfranca lo sa benissimo: «Una volta si vedeva la pubblicità del gioco alla televisione e si andava in negozio a comprarlo. Non c’erano Amazon o i grandi magazzini, dove questo rapporto col negoziante non esiste. Da questo punto di vista, vedo ancora un certo tipo di attrattiva verso il negozio tradizionale». 

Chiaramente, in sessant’anni di attività, non sempre gli affari hanno mantenuto un andamento regolare. «I migliori anni per gli affari sono legati al boom di certi marchi. Negli anni ottanta arrivarono i giochi dei Puffi, negli anni novanta poi le carte Magic, fino ad arrivare ai prodotti legati ai Pokémon. C’erano periodi in cui la merce usciva dagli scatoloni e veniva venduta tutta in un paio di giorni».

«Si può dire che anche la clientela è diventata di seconda generazione. I bambini che venivano da me tanti anni fa ora portano qui i loro figli, e ricordano quando essere accompagnati dai nonni nel mio negozio era per loro un premio».

Tra una chiacchierata e l’altra, la signora Gianfranca sfoggia diversi cataloghi e riviste di settore, in cui il suo negozio è citato tra i migliori d’Italia e trova spazio nelle guide cittadine. Lo fa umilmente, ma con orgoglio, con l’aria di chi sa di aver fatto bene il proprio lavoro in tutto questo tempo.

Tra i numerosi articoli ce ne sono alcuni di cui la signora Gianfranca va particolarmente fiera, come per esempio alcune action figure di Star Wars, risalenti ormai a parecchi anni fa: «Paradossalmente, della merce inizialmente invenduta finisce per diventare con il tempo del materiale di valore. Recentemente ho ricevuto un cliente da Torino, che è venuto fino a qua perché sapeva che avevo dei pezzi rari».

È anche così, dunque, che la signora Gianfranca prova a farsi spazio tra la concorrenza dell’e-commerce e dei grandi marchi: offrendo prodotti introvabili da altre parti. È per questo quindi che esibisce anche dei vestiti per le Barbie fabbricati artigianalmente, che nulla hanno da invidiare agli originali, anzi… 

L’ultimo periodo difficile per gli affari, ovviamente, non può che essere stato quello della recente pandemia: «Un disastro. Io a 77 anni non ho la praticità per organizzare un servizio alternativo. Ci metto tutta la buona volontà nel mio lavoro, ma non sono proprio pratica. C’è stato uno stop della clientela, i prezzi si sono alzati e i clienti sembravano spaventati».

Ma, nonostante ciò, la signora Gianfranca non perde il sorriso nemmeno per un attimo. Conserva sempre l’aria di una commerciante che finché avrà il suo locale da gestire e la sua passione da mettere a disposizione di ogni cliente si sentirà sempre nella sua comfort zone. Esattamente come è stato negli ultimi sessant’anni, e speriamo tanti altri ancora.

Lorenzo D'Angelo

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