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Basket | 24 ottobre 2021, 21:45

Una Varese imbarazzante umiliata da Attilio Caja

Reggio Emilia vince 67-106 a Masnago. La vendetta perfetta dell'Artiglio? Nemmeno: la Openjobmetis è più unica che rara nelle sue bruttezza e inadeguatezza. Al 40' l'applauso per l'ex allenatore è stata la sintesi perfetta scritta da un pubblico arrabbiato e incredulo

Foto di Fabio Averna

Foto di Fabio Averna

Una vergognosa Varese viene umiliata in casa dall’ex Attilio Caja, in una vendetta perfetta perché consumata sotto il profilo tecnico, non con le parole (leggi QUI le dimissioni del gm Andrea Conti e QUI il commento di Fabio Gandini).

A Masnago è l’ennesima debacle della stagione, dopo quelle di Bologna e Cremona. Reggio Emilia vince con un incredibile  67-106. Non c’è partita, mai, tra le due squadre: all’Artiglio basta infierire nei buchi difensivi biancorossi, fin dalla palla a due, con la semplicità del suo gioco per portarla a casa. Rilevano, ma solo dopo, le buone prestazioni di Crawford (18 punti), Strautins (12) e Johnson (11).

Dall’altra parte una squadra imbarazzante non solo difensivamente parlando (peggiore, nella fattispecie anche di quella dello scorso anno guidata da Bulleri…), ma anche totalmente disorganizzata in attacco perché palesemente senza un regista e un’idea di gioco. I punti di Kell (17), Gentile (11) e Jones (14) sono frutto di giocate solitarie e valgono nulla, solo una menzione sul tabellino.

Sul +40 per Reggio, 62-102, parte un coro per Caja dal pubblico di casa: è la sintesi perfetta. Quella di oggi è stata una delle Varese peggiori e più arrendevoli che ricordiamo.

La cronaca

4° quarto

All’ennesima rimessa sbagliata però il palazzetto insorge, sotterrando di fischi i biancorossi sia al timeout di Vertemati che al rientro in campo dei giocatori (53-82). La cronaca, da qui in poi, è persino superflua: i minuti restanti sono un allenamento, nel quale Reggio umilia sempre di più i padroni di casa e scrive progressivi massimi vantaggi (+40 al 39’), mentre il pubblico invoca Attilio Caja. È la sintesi di ogni cosa: finisce 67-106.

3° quarto

La ripresa inizia con la tripla di Thompson, poi i quattro punti in fila di Gentile e Kell spingono Caja a chiamare il timeout sul 34-52 (23’). Che serve: dopo la sospensione, nonostante Varese dia l’impressione di difendere un pelo (giusto un pelo eh) meglio, Crawford si mette in proprio e riporta i suoi a +23 (37-60 al 25’). L’ampiezza del distacco deve essere questa, evidentemente: le sortite solitarie di Egbunu e Kell vengono ampiamente replicate da uno Strautins in vena di vendette (46-70 al 29’). L’ala ci mette anche un po’ di peperoncino, mentre i biancorossi come sempre stanno più o meno a guardare: al 30’ è 50-76. Masnago ormai non borbotta neanche più.

2° quarto

Se il quarto si apre con il pasticcio tra Gentile e De Nicolao, il buongiorno si vede dal mattino: Crawford ne approfitta con 4 punti e il 21-29. Gentile in automatico non basta: ancora il play americano della Unahotels scherza Kell e firma insieme a Baldi Rossi il 21-34 del 13’. È solo l’inizio: Baldi Rossi ancora e Hopkins firmano il +13 (25-38 al 15’). Varese è immobile, catatonica, in imbarazzo: sbatte contro un muro in attacco, viene perforata con semplicità dietro. Reggio come una formichina, quasi senza sforzo arriva fino al 26-47 (si, quarantasette) del 18’, prima che i canestri di Egbunu e Jones addolciscano solo di pochissimo la pillola: al 20’ è 30-49 e Masnago fischia sonoramente.

1° quarto

Wilson ritorna in quintetto insieme a Gentile, Jones, Kell ed Egbunu. Reggio Emilia inizia senza sbagliare un tiro dal campo: Varese prova a rispondere con una bomba del redivivo Wilson e con qualche scorribanda individuale di Gentile e Kell. I biancorossi trovano anche un vantaggio - 10-9 al 4’ - e una buona difesa, ma poi sprecano tutto con due “buchi” che danno il primo allungo ai reggiani (12-16 al 6’). Il timeout di Vertemati non cambia le cose: gli ospiti restano avanti facendo male soprattutto nel pitturato. Una tripla e un po’ di brio da parte di De Nicolao non cambiano più di tanto le cose: il libero di Sorokas a tempo quasi scaduto vale solo il -6 alla prima sirena per la Openjobmetis.

F. Gan.


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