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Busto Arsizio | 21 settembre 2021, 00:56

Ospedale unico, assessorato alla sanità, case di comunità. Candidati sindaco di Busto a confronto

Faccia a faccia al Museo del Tessile tra Castiglioni, Farioli, Guzzo, Maggioni e Sablich (in rappresentanza di Bignami). Assente Antonelli

Candidati sindaco a confronto al Museo del Tessile

Candidati sindaco a confronto al Museo del Tessile

Candidati sindaco di Busto Arsizio faccia a faccia sul tema della sanità del territorio. Lunedì sera, al Museo del Tessile è andato in scena un confronto organizzato da Comitato per il diritto alla salute del Varesotto e Medicina Democratica.

Sul palco Gianluca Castiglioni, Gigi Farioli, Chiara Guzzo, Maurizio Maggioni e Giampaolo Sablich, in rappresentanza della candidata (nonché moglie) Laura Bignami. Assente l’attuale primo cittadino e candidato sindaco del centrodestra Emanuele Antonelli.

Assenza di cui Walter Mason – durante la presentazione del Comitato per il diritto alla salute del Varesotto che ha aperto la serata – si è detto «rammaricato».
Dopo l’analisi del contesto a cura del presidente di Medicina Democratica Marco Caldiroli – tra revisione della legge regionale 23 sulla sanità lombarda e misure previste dal Pnrr – ha preso il via dibattito.

Il ruolo dei sindaci

La prima domanda posta dalla moderatrice della serata, la giornalista Angela Grassi, riguardava in senso ampio il ruolo dei sindaci nell’ambito della salute.

Per Gianluca Castiglioni (Busto al Centro), «il sindaco deve riacquistare una funzione importante» in quest’ambito, e la sua azione «deve coinvolgere anche la parte sociale», intervenendo a vari livelli anche nella prevenzione, che passa da un’alimentazione adeguata, dall’attività fisica e sportiva e da politiche che riguardano le diverse età.

Castiglioni non prevede l’istituzione di un assessorato alla salute, necessario invece per Gigi Farioli (Forza Busto-Civici, liberali e popolare e I Riformisti-Lavoriamo per Busto), che pensa ad assessorati «non organizzati secondo dipartimenti ma per obiettivi, e la sanità deve essere uno degli obiettivi principali dell’amministrazione». Farioli non ha risparmiato una stoccata ai «politici in fuga che giocano a nascondino», quando invece «è fondamentale e indispensabile affrontare questi temi mentre sono in corso la revisione della legge 23 e l’attuazione del Pnrr con tempi stringenti».

Chiara Guzzo (La Sinistra Chiara), dopo aver sottolineato come le donne siano state particolarmente penalizzate dalla pandemia, ha spiegato di immaginare il sindaco come «il direttore di un coro, che raccolga le istanze dei cittadini e abbia una visione sistemica del territorio. Il tema della salute non riguarda solo la cura della malattia. Nell’ottica della prevenzione l’amministrazione può fare molto, partendo dai bambini». A suo dire, un assessorato specifico non è necessario.

Su quest’ultimo aspetto è concorde Maurizio Maggioni (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Europa Verde, Progetto in Comune). «Per prima cosa – ha affermato – da sindaco raccoglierei tutte le problematica segnalate da medici di famiglia, ospedalieri e operatori e cercherei di rendere più partecipata la discussione sulla legge 23». Maggioni ha aggiunto che «nella regione tutte le strutture legate alla prevenzione sono state abbandonate, poiché c’è stata la scelta culturale di preferire la cura ad alta intensità».

L’unico, insieme a Farioli, a dirsi favorevole a un assessorato alla salute è stato Giampaolo Sablich, in rappresentanza della candidata sindaco di Movimento per Busto Laura Bignami. Sablich ha parlato di «ecatombe del pubblico in Lombardia. Basta provare a prenotare una visita per capire che qualcosa non funziona. Il sindaco dovrebbe fare quanto possibile per cambiare la situazione ed essere un “caregiver” per i suoi cittadini».

Le case di comunità

La seconda tornata di interventi era incentrata sulle case di comunità previste dalla Regione. «Di posti dove ospitarle ce ne sono a iosa, ma prima bisogna capire quante ce ne saranno. Parlare ora dell’allocazione non ha senso», ha detto Sablich.

Per Maggioni si tratta di realtà importanti perché «consentono alla medicina di base di interfacciarsi con i servizi sociali, affrontando anche il problema della cronicità».

Secondo Guzzo, è necessario individuare i bisogni e fare prevenzione, senza però «un ulteriore consumo di suolo».

«Parliamo di luoghi fisici da posizionare dove sarà più opportuno in cui ci possa essere un’interlocuzione tra medico di medicina generale, pediatri di libera scelta e assistenti sociali», ha sottolineato Farioli.

«Prima di discutere su dove realizzarle, è necessario sapere quante case di comunità avremo – è il pensiero di Castiglioni –. Non conta tanto il luogo, quanto che siano facilmente accessibili e a contatto con le farmacie del territorio».

L’ospedale unico

La scelta degli organizzatori era stata quella di non soffermarsi sul tema dell’ospedale unico (che meriterebbe un incontro a sé stante), ma il pubblico ha voluto sollecitare i candidati sull’importante questione.

Così, Castiglioni ha potuto dirsi «assolutamente favorevole a un ospedale nuovo che vada incontro ai bisogni dei cittadini».

«Favorevolissimo» anche Farioli a una struttura nuova, considerando che «l’ospedale unico esiste già, ma in sedi inadeguate e superate».

“No”, invece, da parte di Guzzo («Non risolverebbe, anzi acuirebbe i problemi attuali») e Sablich, secondo il quale il sindaco potrebbe fare «resistenza attiva» per opporsi al progetto.

«L’ospedale attuale è in crisi perché è stato smembrato. Si parta dalle strutture esistenti, cercando di non consumare suolo», ha affermato Maggioni che, rispondendo a una domanda sull'inceneritore, si è detto favorevole a una nuova indagine epidemiologica.

Riccardo Canetta

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