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Politica | 14 settembre 2021, 14:52

"Il patto per il mio quartiere": Galimberti presenta la sua proposta per una Varese policentrica e partecipata

Domani al via il tour con la prima tappa ad Avigno e Velate. Parola d'ordine partecipazione: saranno i cittadini a indicare le priorità su cui investire. L’obiettivo dei prossimi cinque anni sono 100 milioni di risorse per i quartieri

"Il patto per il mio quartiere": Galimberti presenta la sua proposta per una Varese policentrica e partecipata


In ogni quartiere saranno i cittadini a decidere quali interventi considerare prioritari e per i quali investire le risorse, attraverso un patto tra ente e cittadini, con lo strumento del bilancio partecipato, che entrerà a tutti gli effetti nei documenti di bilancio dell'ente.

Si parte domani 15 settembre con il giro nei quartieri, per chiedere agli abitanti quali sono le reali esigenze: ognuno potrà indicare le priorità che poi verranno condivise con il comitato di quartiere. Prima tappa Avigno e Velate, ultima tappa San Fermo e Valle Olona, in mezzo tutti gli altri quartieri.

Si tratta di un vero coinvolgimento dei cittadini per indicare opere e servizi su cui investire, per disegnare in modo complessivo il quartiere in base alle reali esigenze di chi lo abita e vive. Si intende quindi puntare l'attenzione anche su servizi e interventi necessari affinché ogni rione possa essere a misura dei suoi abitanti o di chi ha delle attività commerciali.

«Questo patto - ha detto il sindaco Davide Galimberti - è in diretta continuità con il percorso che abbiamo avviato con l’istituzione dei comitati di quartiere. La vera essenza della proposta è l’effettiva partecipazione: il nostro obiettivo è raccogliere da subito le proposte dei cittadini per poi inserirle nei documenti di programmazione del Comune. Il modello a cui ci ispiriamo è quello che abbiamo già sperimentato nel quartiere di San Fermo, dove siamo partiti dalla riqualificazione della scuola Don Rimoldi e proprio grazie alla partecipazione di cittadini, associazioni, studenti, famiglie e insegnanti si è compreso che quello di cui aveva bisogno il quartiere era un polo sportivo, un centro di aggregazione, un auditorium, una riprogettazione del parco. Da lì è nato un progetto partecipato e grazie a un bando andremo a realizzare non più una semplice scuola ma un polo scolastico, sportivo, di aggregazione sociale e culturale per tutto il quartiere».

Nei primi cinque anni dell’amministrazione Galimberti sono stati dedicati ai quartieri circa 77 milioni di euro, individuando e focalizzando l'attenzione sulle priorità, come l'illuminazione di intere zone, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali in prossimità delle scuole, la fognatura di alcune aree, il servizio di trasporto da alcuni quartieri, come la Rasa, verso le scuole. Ora si punta a un investimento di risorse pari a 100 milioni di euro per i prossimi cinque anni, per rendere i quartieri più vivibili.

Da domani parte il giro per raccogliere le prime indicazioni direttamente nei rioni. Chi vorrà potrà anche compilare il modulo online direttamente dal sito web davidegalimbertisindaco.it/ scegliendo quello relativo alla zona di interesse.

Presenti alla presentazione oltre al sindaco Davide Galimberti anche Ivana Perusin, Andrea Civati, Cristina Buzzetti, Francesca Strazzi, Mauro De Gregori. «Stiamo lavorando con il piano del commercio in modo strutturato per capire le nuove necessità dei singoli rioni: lo scenario con la pandemia è cambiato molto ed è importante comprendere le nuove esigenze dei singoli centri» il commento di Ivana Perusin.

Andrea Civati aggiunge: «Per quanto riguarda la provenienza delle risorse, sarà possibile destinare il 50% degli oneri di urbanizzazione di altre zone per le opere dei quartieri, così come avviene in altre città». Gli fa eco Cristina Buzzetti: «Nei primi cinque anni abbiamo lavorato sulle urgenze, destinando le risorse a interventi come la fognatura, l’illuminazione, ora è possibile proseguire con gli investimenti per il rilancio dei quartieri, passando così dall'urgenza al desiderato».

Francesca Strazzi aggiunge: «Questo è un percorso partecipato per costruire insieme i luoghi al di là del contingente, per avere una visione globale dei quartieri in base a chi li vive». Conclude Mauro De Gregori: «Il bilancio partecipato è un modello su cui lavorano molto le altre città, basti pensare che a Milano almeno 140 progetti sono su proposta di questo strumento».

Redazione


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