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Varese | 13 settembre 2021, 18:27

Galimberti: «Porre Varese al centro dell'area insubrica, rafforzando i collegamenti tra territori di confine»

Il sindaco di Varese ha partecipato oggi a un incontro in Ticino sul tema delle sinergie tra Italia e Svizzera, alla presenza di altri primi cittadini: «Potenziare le connessioni tra Lugano e Malpensa e potenziare le infrastrutture per la mobilità soprattutto dei frontalieri»

Galimberti: «Porre Varese al centro dell'area insubrica, rafforzando i collegamenti tra territori di confine»

 

Si è tenuto oggi a Lugano un incontro focalizzato sui progetti di collaborazione tra Italia e Svizzera.

Presente anche il sindaco di Varese Davide Galimberti, per approfondire il tema città dei laghi, incentrato sulle possibili sinergie tra Como, Varese e l'area insubrica. Un tavolo che vuole approfondire il cambiamento culturale, politico ed economico che coinvolge le zone di confine per creare relazioni sempre più costruttive, ad esempio puntando sullo sviluppo di sinergie tra i territori; sui temi della formazione e ricerca, dando un ruolo chiave a università e formazione professionale; sfruttando tutte le opportunità delle nuove infrastrutture e servizi di trasporto.

Tra i presenti, i sindaci di Lugano, Mendrisio, Locarno, Bellinzona, Como, oltre al sindaco di Varese Davide Galimberti. «Porre Varese al centro dell’area insubrica significa rafforzare i collegamenti tra territori di confine, puntando a costruire sinergie di tipo economico e culturale - dichiara il primo cittadino di Varese - l’auspicio è quello di potenziare sempre di più infrastrutture e collegamenti per la mobilità, soprattutto relativa ai frontalieri, e potenziare le connessioni tra Lugano e Malpensa, per far sì che diventi sempre più un HUB strategico per i collegamenti intercontinentali tra Milano, Varese e l'area insubrica».

«Ma è importante anche creare continuità e relazioni con il mondo della formazione e della cultura, e promuovere una visione d'insieme per turismo, ambiente e cultura. In questo senso l'archivio del Moderno che sorgerà nel nuovo polo culturale della ex Caserma Garibaldi è un primo passo» conclude Galimberti.

 

Redazione

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