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Economia | 22 luglio 2021, 13:09

Whirlpool, a Cassinetta presidio dei lavoratori per dire no ai licenziamenti: proclamate otto ore di sciopero

La manifestazione promossa da FIM FIOM UILM Varese questa mattina davanti ai cancelli dello stabilimento di Biandronno. Una delegazione di lavoratori ha protestato anche a Roma davanti alla sede del ministero

La delegazione a Cassinetta (in alto) e a Roma (in basso nella gallery)

La delegazione a Cassinetta (in alto) e a Roma (in basso nella gallery)

Sciopero alla Whirlpool per dire no ai licenziamenti, chiedere la riforma degli ammortizzatori sociali, impedire alle multinazionali e ai fondi di investimento di speculare sul lavoro. Questa mattina davanti allo stabilimento di Cassinetta una delegazione della Rsu ha presidiato tutti gli ingressi del sito industriale, dove «sono state - hanno annunciato i sindacati FIM FIOM UILM Varese - proclamate otto di sciopero di tutti i turni». 

L'agitazione dei lavoratori Whirlpool è arrivata anche a Roma, dove sempre questa mattina una delegazione in rappresentanza dei lavoratori dello stabilimento di Cassinetta ha partecipato alla manifestazione della Whirlpool: il corteo è partito dalla stazione Termini e ha raggiunto la sede del Mise, dove una delegazione è stata ricevuta dal sottosegretario in carica.

«Dopo lo sblocco dei licenziamenti voluto dal governo Draghi e dalla Confindustria nei giorni scorsi alcune aziende e multinazionali (Gkn, Whirlpool, Gianetti Ruote e altre ancora) hanno avviato le procedure per il licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori - fanno sapere FIM FIOM UILM Varese - Si tratta di decisioni inaccettabili, che colpiscono l’insieme del mondo del lavoro, che vanno contrastate con fermezza da tutti i metalmeccanici per difendere l’occupazione, il reddito dei lavoratori, impedire la riduzione della capacità industriale del paese, evitare che altre aziende seguano questi negativi esempi e rivendicare allo stesso tempo investimenti e politiche industriali in tutto il territorio nazionale».

«Le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dalla comunità europea sul PNRR vanno utilizzate per innovare il sistema produttivo del paese - la posizione dei rappresentanti dei lavoratori - realizzare la transizione ecologica e digitale, dare soluzioni alle tante crisi aperte, creare nuova e stabile occupazione. Per fare questo, per accompagnare questo processo, occorre riformare gli ammortizzatori sociali, renderli universali, ma anche vincolare le ingenti risorse pubbliche destinate alle imprese a precisi vincoli sociali a partire dalla difesa dell’occupazione, al superamento della precarietà lavorativa, alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro».

«Per tutte queste ragioni - concludono i sindacati varesini - occorre mobilitarsi e chiedere al Governo di intervenire presso la Confindustria per bloccare i licenziamenti, rispettare l’avviso comune sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali sottoscritto con Cgil Cisl e Uil, dare soluzioni alle crisi aperte, aprire con il sindacato tavoli di confronto nei principali settori industriali a partire dall’automotive, dalla siderurgia, dall’elettrodomestico»

Redazione

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