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Sociale | 15 luglio 2021, 11:18

Con il “Mentoring al femminile” del Gruppo Minerva Federmanager Varese, le donne ritrovano il proprio valore

Si è concluso con un riconosciuto successo il progetto sviluppato per affiancare le lavoratrici e offrire loro un momento per sé stesse, in cui ritrovarsi e superare un momento di difficoltà, grazie al confronto con 24 mentor. Un percorso di crescita, quindi, ma anche di ascolto reciproco e di riconsiderazione del ruolo della donna in azienda e, perchè no, nel rapporto anche con sè stessa.

Il gruppo di mentor e relatrici che ieri, mercoledì 14 luglio, hanno partecipato alla conferenza stampa di chiusura del progetto "Mentoring al femminile"

Il gruppo di mentor e relatrici che ieri, mercoledì 14 luglio, hanno partecipato alla conferenza stampa di chiusura del progetto "Mentoring al femminile"

Si è svolta ieri sera, mercoledì 14 luglio, presso il Palace Hotel di Varese, la conferenza stampa di chiusura di Mentoring al Femminile – Al fianco delle donne, progetto organizzato dal Gruppo Minerva Federmanager di Varese sulla scia di esempi di successi proposti in altre città italiane, a partire da Torino e Parma.

Una degna conclusione di un’iniziativa meritevole, pensata dalle donne per le donne che ha coinvolto 24 mentor, ovvero figure senior, e altrettante mentee, quindi junior, in un percorso di 6 ore, tra aprile e luglio, fatto di ascolto, confronto e condivisione.

«Il gruppo di 23 mentor donne più un uomo che hanno “risposto alla chiamata” – ha raccontato Laura Aspesi, membro del Consiglio Direttivo di Federmanager Varese da settembre 2020 e Coordinatrice del Gruppo Minerva locale – era composto da dirigenti, imprenditrici, professioniste tra i 45 e i 74 anni, quello delle mentee, da figure tra i 25 e i 55 anni. In un paio di casi, abbiamo sperimentato anche il “reverse mentoring”, situazioni in cui la mentee aveva qualche anno in più della mentor».

Insieme, mentor e mentee hanno affrontato diversi argomenti, tra cui la scelta del lavoro dopo la laurea, il miglioramento di soft skills, la gestione del rientro dopo la maternità, cambiamenti aziendali da affrontare, fino alla costruzione del proprio piano di carriera e tematiche di genere – motivo per cui è stato “reclutato” anche un mentor uomo.

«Abbiamo pensato di abbinare persone che non avessero lo stesso background aziendale, cercando, in alcune situazioni, anche un contrasto tra età ed esperienze diverse – prosegue la Aspesi – scelta che è risultata vincente, in base ai riscontri ricevuti, molto positivi da entrambe le parti, tutti hanno riconosciuto un arricchimento reciproco. Abbiamo già ricevuto richieste in merito a una “seconda edizione” del progetto, oltre a mantenere il gruppo di mentoring su base permanente».

Un inaspettato, ma evidente successo, quindi, per un’esperienza che è stata definitiva da mentor e mentee come “un’isola di pace in un mare in tempesta”, “risveglio”, “un viaggio che ha toccato tante tappe”, in cui è stata fondamentale, per le figure senior, una fase di preparazione, per non rischiare di affrontare gli incontri con superficialità o di scatenare dinamiche negative.

Sono intervenute, quindi, le Consigliere di Parità Provinciali Anna Danesi e Caterina Cazzato, per delineare la funzione del loro ruolo: «Il nostro compito è diffondere la cultura di genere e intervenire in situazioni di discriminazioni, ad esempio in seguito al rientro di una donna in azienda dopo la maternità. Le criticità più rilevate da parte delle donne manager riguardano la conciliazione lavoro-famiglia, che a volte può portare a una scelta radicale tra l’una e l’altra parte, e la progressione di carriera, oltre al gap retributivo evidente già in fase di assunzione».

Fondamentale, inoltre, «riconoscere il merito a quelle aziende che promuovono azioni positive, come progetti finalizzati a superare gli ostacoli di genere e porre uomini e donne nelle stesse condizioni – attività che comporta anche un visibile miglioramento, nel tempo, della situazione economico-produttiva dell’azienda stessa. Ci deve essere una vera e propria cultura della qualità degli ambienti di lavoro, per arrivare a un benessere comune a tutti».

Manuela Cattaneo, responsabile Fund Raising presso l’Università LIUC, ha presentato il progetto Futures Makhers, network di imprenditrici, manager e professioniste nato con lo scopo di promuovere il cambiamento. «Le donne hanno un tratto distintivo nel modo di fare impresa, di sviluppare relazioni. Con questo progetto, vogliamo analizzare i trend delle nuove professioni, diffondere esperienze e practices, creare luoghi di confronto, come se fossero palestre in cui allenare le relazioni, e immaginare possibili scenari futuri su cui, oggi, possiamo intervenire».

«Pari opportunità davvero per tutti» è stato il messaggio che ha ribadito, infine, la Business Coach Silvia Rigamonti. «Dobbiamo imparare a valutare per merito, le aziende dovrebbero assumere la migliore risorsa possibile, che sia uomo o donna. È una grande sfida, per questo è importante favorire il confronto, l’ispirazione, lo sviluppo del proprio talento».

Un incontro ricco di riflessioni su temi molto attuali, in cui, tra tante domande, è emersa una speranza, da parte di Eligio Trombetta, Presidente di Federmanager Varese: «Continuare a portare avanti questi progetti, per il bene di tutti».

Giulia Nicora

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