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Territorio | 04 maggio 2021, 09:57

Sesto Calende e il mondo della canoa piangono Claudio Colombo: «Volava sempre alto anche stando in acqua»

Grande uomo di sport, già presidente della Sestese canoa, la scomparsa di Colombo ha lasciato attonita tutta la città. Il cordoglio della "sua" società: «I suoi principi erano impegno, volontà, volontariato e ruolo sociale dello sport»

Claudio Colombo sulla sua canoa

Claudio Colombo sulla sua canoa

La scomparsa di Claudio Colombo ha lasciato senza parole tutta la città di Sesto Calende, canoisti e non e tutti coloro che nel mondo canoistico lombardo avevano potuto apprezzarlo.

Colombo non è stato solo presidente della Sestese canoa, ma anche consigliere regionale nel Comitato Fick. La sua visione ispirata, la sua passione per lo sport, agonistico e non agonistico, vengono ricordate nelle parole del presidente Marco Dalla Rosa: «Deve davvero tanto, il CSCK di oggi, a Claudio, alla sua visione della canoa e, più in generale, dello sport. Visione che si rivelava mirare ad un traguardo sempre un po' più in là anche di quanto noi giovani di allora osassimo pensare, ma che quando - ormai sono passati più di 25 anni - Claudio ha deciso che era arrivato il momento del ricambio abbiamo fatto nostra, non senza timore. Già, perché per Claudio gli obiettivi non potevano essere mediocri. Si doveva volare alto anche stando in acqua, e il volo alto per lui erano le Olimpiadi: ricordo che già negli Ottanta aveva chiamato "obiettivo Seul" la leva canoistica dalla quale molti di noi sono usciti. Però aveva ragione: non sarà stato Seul, è stato Rio, ma un passo alla volta siamo arrivati dove aveva previsto; ci siamo arrivati con questa sua visione ben presente e grazie ai principi - impegno, volontà, volontariato e ruolo sociale dello sport - che da lui abbiamo ereditato e che sono il patrimonio genetico del CSCK».

Il mondo della canoa, Sesto Calende devono insomma molto a Claudio Colombo, che non verrà dimenticato; tutti gli atleti, i tecnici, il presidente Dalla Rosa, il vicepresidente Maurizio Lenuzza e tutti i dirigenti si stringono alla famiglia di Claudio «con rinnovata tenacia nell'attività sportiva, come piaceva a lui»

M. Fon.

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