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Varese | 03 maggio 2021, 13:39

Aggressione a Casbeno, si cerca ancora il cane. L'esperto: «Sono animali diffidenti ma estremamente territoriali»

Per Cristian Evanagelista, dog trainer aquilano esperto della razza, per ricostruire la dinamica dell’aggressione di via Martin Luther King bisogna partire dal territorio: «Potrebbe essere una femmina, di solito sono loro ad aggredire alle spalle»

Aggressione a Casbeno, si cerca ancora il cane. L'esperto: «Sono animali diffidenti ma estremamente territoriali»

Cristian Eevangelista, dog trainer aquilano, lavora con i pastori maremmani da sempre e può essere considerato il massimo esperto italiano di questa razza. Gli abbiamo chiesto cosa potrebbe essere accaduto lunedì pomeriggio per provocare la reazione del cane che ha azzannato un passante in via Martin Luther King provocandogli una lacerazione che ha richiesto un intervento chirurgico e 210 punti di sutura (leggi QUI).

Un’aggressione che ha generato il panico nel quartiere e fatto scattare le ricerche del cane che però non è stato ancora individuato. «Partendo dal presupposto che è difficile fare una valutazione senza conoscere il soggetto specifico e quindi contestualizzare l’aggressione, possiamo riflettere sulle caratteristiche di questa razza e fare delle ipotesi – spiega Evangelista - I pastori maremmani sono cani estremamente territoriali quindi la prima cosa che si può ipotizzare è che l’animale stesse proteggendo una zona che sentiva di sua appartenenza».

Definire l’ambito territoriale di un cane è complesso, perché oltre al nucleo centrale, strettamente collegato a quella che considera “casa”, si può estendere a diversi ambiti. «Il fatto che l’aggressione sia avvenuta a ridosso di una zona rurale fa anche pensare che il cane sia abituato ad ampi spazi da controllare, magari impiegato a guardia di qualche cascina o di un gregge».

Sull’aggressività invece il ragionamento è differente. «Non conoscendo le esperienze pregresse del cane, che può aver sviluppato aggressività in seguito a diverse cause, come un’esperienza negativa o condizioni di detenzione non idonee alla razza, possiamo comunque dire che i pastori sono cani tendenzialmente diffidenti nei confronti dell’uomo. Se non avvertono una violazione del loro territorio non cercano l’interazione. L’aggressione alle spalle è poi tipica delle femmine e se l’episodio fosse avvenuto in altro contesto, magari di randagismo, avrei potuto anche ipotizzare la presenza di cuccioli nelle vicinanze».

Di sicuro l’animale va trovato e messo in sicurezza perché aggressioni di questo tipo sono pericolose. «Qui lavoriamo molto con questi soggetti e in due occasioni abbiamo assistito ad aggressioni mortali. Abbiamo randagi, ma anche cani acquistati perché di moda e che sviluppano disturbi comportamentali derivati da detenzioni non idonee. C’è un’indole dei cani che va rispettata e i pastori maremmani sono cani da lavoro. Come ogni razza hanno bisogno di attenzione adeguate e specifiche. Purtroppo la moda si sta diffondendo anche al Nord e il problema va affrontato facendo informazione».

Evangelista sull’argomento ha recentemente tenuto un webinar anche a Varese, nell’ambito degli incontri di educazione cinofila che la Lega del Cane organizza per sostenere il canile di Varese.

Valentina Fumagalli

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