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Varese | 14 aprile 2021, 13:26

Da edificio degradato a palazzo della speranza, la Fondazione Ascoli riqualifica l'immobile di Largo Flaiano

Il progetto prevede la realizzazione di nove appartamenti per i familiari dei piccoli pazienti oncologici ricoverati all'ospedale Del Ponte e per tirocinanti, specializzandi e ricercatori dell'Insubria. La palazzina diventerà anche la sede della Fondazione e di tutte le associazioni del volontariato cittadine

Da edificio degradato a palazzo della speranza, la Fondazione Ascoli riqualifica l'immobile di Largo Flaiano

Da simbolo di degrado della città, la palazzina fatiscente che si affaccia su Largo Flaiano sarà riqualificata e diventerà «da hotel dei disperati a hotel della speranza», come l'ha definita il vice sindaco Daniele Zanzi. Perché la Fondazione Giacomo Ascoli ha acquistato l'immobile all'asta (leggi QUI) e lo trasformerà nella sua sede, in quella di tutte le associazioni che ne faranno richiesta, ma soprattutto sarà una casa accogliente per i famigliari dei piccoli pazienti in cura all'ospedale Del Ponte e dei tirocinanti, specializzandi e ricercatori dell'Università dell'Insubria. 

«La Fondazione ha acquisito l'immobile ad un’asta, per sviluppare diversi obiettivi. Consolideremo il nostro patrimonio in modo duraturo così che anche in futuro si possa perpetrare la possibilità di far fronte agli scopi statutari nel ricordo di Giacomo e tutti i bambini e adolescenti che abbiamo perso negli anni. L'obiettivo primario è quello di procurare alloggi ai familiari dei piccoli pazienti ricoverati al Del Ponte con una lunga degenza  - spiega Marco Ascoli -  Ci voleva una soluzione strategica, vicino all’Ospedale e l'abbiamo individuata in questa palazzina la cui riqualificazione rappresenta uno sforzo enorme per la Fondazione, ma lo facciamo con spirito di servizio a favore dell'utenza e dei cittadini che avranno un immobile riqualificato all'ingresso della città». 

Il progetto si innesta in quello più ampio del Comune di Varese di riqualificazione dell’area di ingresso alla città, con la realizzazione della maxi rotatoria di Largo Flaiano (leggi QUI). «Dall’hotel dei disperati all’hotel della speranza e di questo bisogna dare atto alla Fondazione – spiega il vice sindaco Daniele Zanzi – Si riqualificherà un luogo dando un’importante valenza sociale al progetto. Entrai in quel posto anni fa per mettere i sigilli a una situazione di degrado e sono contento che ora la Fondazione gli dia nuova vita». Un orgoglio per tutta la città «che rappresenta la concretizzazione  di un sogno a diversi livelli – ha commentato il sindaco Davide Galimberti – Segno di attenzione e di collaborazione massima tra enti pubblici e mondo del volontariato. Insieme alla riqualificazione di Largo Flaiano, ormai alla fase esecutiva, si sta delineando un bel biglietto da visita per la città».

La riqualificazione prevede la ristrutturazione totale dell'immobile con la realizzazione della sede della Fondazione Ascoli al pian terreno. I nove alloggi, tra monolocali e bilocali, si svilupperanno nei piani alti della palazzina. Al piano interrato avranno invece sede i locali comuni, come la lavanderia. «Abbiamo cercato di fare una progettazione umana e consapevole per un’architettura che sia anche terapeutica - ha spiegato l'architetto Elena Brusa Pasquè -  Uno spazio che non deve solo accogliere, ma anche consolare e dare forza con elementi che richiamano il simbolo del volontariato e della generosità dei varesini».

Perché per realizzare il progetto, la Fondazione accenderà un mutuo, ma determinante sarà l'apporto della collettività.  «Contiamo nell’intervento di altre persone, di donazioni e del sostegno della città attraverso specifiche iniziative che metteremo in atto - ha sottolineato Marco Ascoli -  L’aiuto di tutti sarà fondamentale». Un contributo che potrà avvenire attraverso donazioni  sui conti correnti della Fondazione e di tutte le associazioni che supportano l'iniziativa. Come l'Arcobaleno di Nichi «che nasce per ricordare mio figlio - ha spiegato mamma Elena  - Una cosa che è mancata tanto alla nostra famiglia nella malattia era proprio il non poter stare uniti nel dolore. Questo progetto quindi ci è sembrato il più vicino alla nostra associazione e il più importante da sostenere con i nostri eventi di raccolta fondi».

Un progetto che servirà anche tutto il sistema sanitario per «arricchire i servizi che possiamo offrire  - ha detto il dg Gianni Bonelli -  E' un esempio di sussidiarietà tra pubblico e privato che funziona. E’ il completamento di un quadro utile per le famiglie dei nostri piccoli pazienti e di supporto e sviluppo alle attività scientifiche e didattiche. Non tutti possono vantare una collaborazione così fattiva con le associazioni di volontariato e per noi è un importante valore aggiunto». Aspetto che ha sottolineato anche il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana: «Marco Ascoli ha dimostrato di avere le idee chiare e la determinazione nel portare avanti un progetto che nasce molti anni fa e oggi trova la sua realizzazione. La malattia comporta una serie di difficoltà che vanno al di là della malattia stessa e questo progetto va incontro alle famiglie che da fuori Varese scelgono il nostro polo materno infantile per avere le migliori cure. Una collaborazione con la sanità lombarda che è estremamente importante: è qualcosa che consente al sistema sanitario di funzionare ancora meglio e avere aiuti importanti». 

Non ultimo, il progetto servirà a consolidare il rapporto privilegiato con l'Università dell'Insubria, per ospitare specializzandi e ricercatori. «Il nostro Ateneo è in costante crescita e si sta consolidando come brand a livello nazionale e internazionale - ha sottolineato il dg Marco Cavallotti  - Per questo servono servizi residenziali e il progetto di Fondazione Ascoli ci sarà molto utile. Su 12 mila studenti, circa 1200 provengono dall’estero e da altre regioni e con il nostro studentato riusciamo a soddisfare un quarto della richieste, quindi ogni progetto che favorisca questo aspetto ci trova a favore. Non solo per gli studenti ma anche per gli specializzandi che scelgono Varese e avranno più facilità nel sistemarsi».

Al progetto non manca quasi nulla, se non un nome, che la Fondazione chiede ai varesini di individuare. Una sorta di concorso per scegliere l'identità del luogo. Non solo, anche le imprese del territorio sono chiamate a partecipare ai lavori, fornendo il miglior supporto in termini qualitativi ed economici. Permessi permettendo, quindi, i lavori potranno partire al più presto e dureranno circa un anno e mezzo

Valentina Fumagalli

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