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Territorio | 27 febbraio 2021, 11:33

Monsignor Delpini ai funerali di Luca Attanasio: «La tua partenza non diventerà un'assenza»

L'arcivescovo di Milano ha presieduto la cerimonia funebre dell'ambasciatore originario di Saronno, ucciso in Congo alcuni giorni fa, proponendo ai fedeli un immaginario dialogo tra Gesù e lo stesso Attanasio: «Io ti benedico per ogni bicchiere d’acqua, per ogni pane condiviso, per l’ospitalità che hai offerto».

Foto tratta da TgCom24

Foto tratta da TgCom24

«Viene il momento in cui ciascuno sta solo, alla presenza del Signore»; così l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha aperto la sua omelia durante i funerali di Luca Attanasio, l'ambasciatore originario di Saronno, ucciso in un agguato in Congo alcuni giorni fa, che si sono tenuti questa mattina a Limbiate.

L'arcivescovo di Milano ha presieduto la cerimonia funebre al quale hanno partecipato fisicamente tantissime persone, senza contare quelle collegate in streaming. Monsignor Delpini nella sua meditazione ha proposto ai fedeli accorsi al campo sportivo di Limbiate un immaginario dialogo tra Gesù e l’ambasciatore ucciso in Repubblica Democratica del Congo lunedì scorso, insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo. «Vengo da una terra in cui la vita non conta niente, dove si muore e non importa a nessuno - ha detto tra l’altro monsignor Delpini, provando a dare voce allo sconforto della vittima - ma il Signore risponderà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io scrivo sul libro della vita il tuo nome come il nome di un fratello che amo, di un fratello che mi è caro. Io ti benedico per ogni bicchiere d’acqua, per ogni pane condiviso, per l’ospitalità che hai offerto».

«Troppo breve è stata la tua vita - ha proseguito l’arcivescovo -. Eppure dall’alto della croce si può gridare: “È compiuto!”, come nel momento estremo si può offrire il dono più prezioso, senza che il tempo lo consumi». E concludendo l’immaginario dialogo, l’arcivescovo ha detto: «Luca risponderà: “Piango perché piangono le persone che amo; piango perché restano giovani vite che hanno bisogno di abbracci e di baci, di coccole e di parole vere e forti e non sarò là per asciugare le loro lacrime e condividere le loro gioie”. E il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io manderò lo Spirito Consolatore, Spirito di sapienza e di fortezza, Spirito di verità e di amore e si stringeranno in vincoli d’affetto invincibile coloro che ti sono cari e nessuno sarà abbandonato e io stesso tergerò ogni lacrima dai loro occhi. La tua partenza non diventerà una assenza, la tua presenza nella gioia del Padre non sarà una distanza. Non piangere più, Luca, fratello mio!”».

Redazione

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