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Casciago | 22 gennaio 2021, 14:27

«Fateci tornare a scuola»: studenti, genitori e sindaco di Casciago uniti in una lettera che verrà portata in Regione

Il sindaco ha sottoscritto la lettera dei genitori dei ragazzi che chiede la ripresa dell'attività scolastica per seconda e terza media: «In un piccolo comune possono farlo in assoluta sicurezza e distanziati, i ragazzi qui vengono in classe a piedi o in auto»

«Fateci tornare a scuola»: studenti, genitori e sindaco di Casciago uniti in una lettera che verrà portata in Regione

Un grido di dolore e di aiuto arriva da ragazzi di seconda e terza media: è quello di cui una cinquantina di genitori si sono fatti portavoce, tramite una lettera che sperano possa servire per rivedere le scelte del governo sulla ripresa delle lezioni in presenza, almeno per i ragazzi delle scuole medie. 

La missiva è stata sottoscritta dal primo cittadino Mirko Reto e verrà portata sui tavoli regionali perché i piccoli comuni e le realtà come Casciago possano essere attenzionati in maniera differente sul tema scuola. 

«Quando venerdì abbiamo ricevuto la notizia della proroga della chiusura delle scuole, abbiamo capito che non potevamo più tacere. Siamo preoccupati, affranti e avviliti - spiega Daria Cotta, in rappresentanza dei genitori - C'è confusione e le decisioni prese non coincidono con la realtà che ci circonda. Per noi è importante la sicurezza dei nostri figli, ma proprio perché sappiamo che le nostre scuole possono garantirla, chiediamo vengano riaperte. La situazione sanitaria dura da troppo: c'è stato tutto il tempo per trovare tutte le soluzioni per la convivenza con il virus. Ci siamo adeguati e abbiamo taciuto, ma ora pensiamo che tacere significhi essere d'accordo con queste misure e noi non lo siamo. Per questo vogliamo fare sentire la nostra voce e desideriamo che la nostra richiesta di aiuto venga portata oltre. I ragazzi così non possono continuare, chiediamo supporto con una lettera». 

Un supporto regionale che il sindaco Reto si farà carico di ottenere. «Le scuole di Casciago non possono essere paragonate a quelle delle grandi città: hanno esigenze e dinamiche diverse - sottolinea - Abbiamo spazi sufficientemente grandi da poter garantire sicurezza e distanziamento. Abbiamo fatto grandi investimenti per garantire orari e ingressi alternati per dare continuità alla scuola. Concordo con i genitori e con quello che sostengono, a livello didattico, sociale e psicologico». 

La lettera vorrebbe convincere il governo e il ministro dell'istruzione a ragionare sulle diverse realtà del territoriali: «Il servizio di tpl, in paesi come il nostro, per esempio, non viene utilizzato - aggiunge Reto - I ragazzi vengono a scuola a piedi o in macchina».

La sicurezza al primo posto, ma c'è anche l'aspetto psicologico da tenere in considerazione. «Stiamo parlando di pre adolescenti - aggiunge l'assessore ai servizi educativi, Caterina Cantoreggi - Questa è una fase delicata, in cui si forma il carattere e l'identità dei ragazzi ed è importante avere un confronto con coetanei e professori».

Valentina Fumagalli

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