Il Pronto Soccorso Pediatrico dell'Ospedale del Ponte di Varese ha da oggi un piano per intercettare e intervenire sugli abusi e sulle violenze (anche assistite) sui minori. «Un fenomeno sempre più diffuso e grave (si calcolano una decina di seri casi all'anno) - spiega la dottoressa Daniela Borgonovo, Procuratore della Repubblica di Varese -, che compromette lo sviluppo sociale dei bambini e produce ricadute sul futuro adulto e sulle future generazioni. Un fenomeno che richiede un intervento complesso, di cui si devono occupare istituzioni diverse».
Da qui la necessità di formare il personale del Pronto Soccorso per riconoscere gli abusi e cristallizzare gli elementi clinici riscontrati nei casi di possibili violenze, in modo che possano essere immediatamente di aiuto alle forze dell'ordine per condurre le indagini penali e alla Procura per sottrarre i bambini al pericolo e metterli in protezione.
Il Protocollo è stato firmato oggi ma è già operativo da sei mesi e ha come obiettivo numero uno quello di mettere in sicurezza i minori subito, con la presa in carico di tutti i soggetti coinvolti, prima che vengano dimessi dall'Ospedale. Da qui anche il coinvolgimento dell'Ordine degli Avvocati, che si è reso disponibile ad intervenire nell'immediato in difesa del minore vittima.
«Oggi è un bel giorno che ci deve far essere contenti del risultato che abbiamo raggiunto - dice il professor Massimo Agosti, responsabile Dipartimento Donna e Bambino Asst Sette Laghi e docente all'Università dell'Insubria - Sappiamo quanto può non essere facile sospettare una abuso, anche solo se di violenza assistita, ma è fondamentale per noi avere gli strumenti per renderci conto subito di determinate situazioni e fare la nostra parte perché si interrompano».
Soluzioni più efficaci e agevoli per i medici che devono continuare a fornire un'eccellente presa in carico dal punto di vista medico e contestualmente procedere con una raccolta prove (fotografare lividi ed ematomi, verificare se ci sono stati altri accessi nei Pronto Soccorso) per l'avvio di un indagine penale con il coinvolgimento di più professionalità con adeguata formazione e sensibilità.
«Questo documento è nato dall'esigenza degli operatori del Pronto Soccorso Pediatrico di avere a disposizione strumenti per riconoscere e intercettare gli abusi - sottolinea la dottoressa Annamaria Plebani, responsabile Pronto Soccorso Pediatrico Ospedale Del Ponte - Abbiamo un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha delineato un modello organizzativo e metodologico in cui il ruolo dell''operatore dell'urgenza è fondamentale nell'identificazione dei casi di violenza e abusi».
Il Protocollo è stato firmato questa mattina e presentato dalla dottoressa Daniela Borgonovo insieme al dg di Asst Sette Laghi Gianni Bonelli, il dottor Massimo Alonzo responsabile S.C. Medicina Legale Asst Sette Laghi, il dottor Giovanni Pepè Questore di Varese, il colonnello Gianluca Piasentin comandante Provinciale CC e l'avvocato Elisabetta Brusa presidente Ordine degli Avvocati di Varese.
Nel dettaglio prevede di concentrare presso il Pronto Soccorso Pediatrico dell'Ospedale Del Ponte tutti i casi di sospetti o dichiarati abusi e maltrattamenti garantendo ai soggetti interessati adeguato sostegno psicologico e specialistico, l'immediata segnalazione dei casi alle FFOO e ai Servizi Sociali per gli eventuali provvedimenti di messa in sicurezza del minore e il rilevamento puntuale (anche con l'acquisizione di immagini fotografiche e/o reperti biologici) di tutti i possibili elementi di prova della violenza subita sia essa fisica che psicologica.
Fin dal ricevimento in triage il minore verrà seguito da un operatore sanitario specializzato che provvederà ad accompagnarlo fisicamente in tutti i passaggi interni compilando appositi form che in caso di sospetto o dichiarato reato verranno trasmessi in tempo reale alla Procura della Repubblica di Varese che dal canto suo ha predisposto un servizio di reperibilità h 24 con magistrati specializzati e se del caso alla Procura minorile di Milano. Le Forze dell'Ordine si attiveranno per garantire le condizioni di sicurezza al minore abusato sia durante gli accertamenti sanitari sia successivamente nel caso in cui ci sia il rischio di reiterazione del reato in accordo con i Servizi Sociali del comune di residenza del minore interessato.
I reati di cui si parla sono diversi e gravissimi: si va dalla violenza sessuale (art 609 bis e ter CP), agli atti sessuali con minorenne (art 609 quater CP), dalla violenza di gruppo (art 609 octies CP) al maltrattamento contro familiari e conviventi (art 572 CP), dagli atti persecutori o stalking (art 612 bis CP) all'abuso di mezzi di correzione o disciplina (art 571 CP), lesioni personali (582 CP), abbandono di minore (art 591 CP).














