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Varese | 09 aprile 2026, 14:29

A Villa Mirabello uno spettacolo ricorda lo scultore Giancarlo Sangregorio

Sabato 11 aprile alle ore 16.30 con ingresso gratuito, l’ensemble Grande Orfeo, con Maura Tombolato e Mario Chiodetti voci recitanti e Francesco Miotti al pianoforte, renderà omaggio all’artista, che visse per lunghi anni a Sesto Calende, con “Migrazione nello sconosciuto – Giancarlo Sangregorio tra poesia, arte e musica”

Mario Chiodetti e Maura Tombolato

Mario Chiodetti e Maura Tombolato

Il 12 settembre 1949, si inaugurava a Villa Mirabello di Varese il Premio di Scultura “Città di Varese”, con la importante mostra di ben 88 artisti italiani e stranieri, un evento memorabile, impensabile oggi, che coinvolse tra gli organizzatori Piero Chiara, Silvio D’Arco Avalle, Giuseppe Bortoluzzi, Dante Isella e Luigi Zanzi, presenti anche nella genesi della seconda “Rassegna internazionale di scultura all’aperto”, realizzata sempre nel parco di Villa Mirabello nel 1953.

Nel 1949 Giancarlo Sangregorio aveva 24 anni, e partecipò alla mostra con due lavori, un marmo, “Busto di donna”, un gesso, “Testa virile”, e alcuni disegni. Al Premio concorsero tra gli altri Angelo Frattini, Vittorio Tavernari, Luigi Broggini e Lucio Fontana, artisti che gravitarono intorno alla città di Varese o vi risiedettero.

Sangregorio, scomparso nel 2013, avrebbe compiuto cento anni nel 2025, così la Fondazione creata a suo nome ha deciso di ricordarlo con uno spettacolo che ricostruisce le passioni letterarie e musicali del grande scultore milanese che visse per lunghi anni a Sesto Calende. Luogo ideale per la rappresentazione proprio la Villa Mirabello, dove sabato 11 aprile alle ore 16,30 (ingresso gratuito), l’ensemble Grande Orfeo, con Maura Tombolato e Mario Chiodetti voci recitanti e Francesco Miotti al pianoforte, renderà omaggio all’artista con “Migrazione nello sconosciuto – Giancarlo Sangregorio tra poesia, arte e musica”.

Sangregorio scrisse diverse poesie e brevi prose, che verranno lette nel corso dello spettacolo, accompagnate da liriche dei poeti amati come Sandro Penna e Giorgio Caproni e prose di Carlo Linati e Aldo Buzzi, e alternate a brani musicali tra Otto e Novecento, con l’omaggio iniziale a Sesto Calende con un pezzo di Paolo Giorza, l’autore de “La bella Gigogin”.

Il Grande Orfeo, gruppo teatral-musicale nato nel 2007, ripropone autori e repertori dimenticati, grazie all’archivio letterario e musicale del suo fondatore Mario Chiodetti, presentando il percorso culturale e artistico dell’Italia a cavallo tra Otto e Novecento, partendo dagli ultimi lampi della Scapigliatura per arrivare agli Anni Venti del ‘900.

Redazione

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