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Attualità | 18 dicembre 2020, 13:11

Ats Insubria: «Covid, tendenza di nuovo in aumento. Il vaccino? Per la popolazione ci vorranno mesi»

Risale il trend dei nuovi positivi sul territorio di Ats, anche se Varese è in lieve controtendenza: «Nelle ultime settimane è tornato a crescere l'indice di contagio e nuovi casi si registrano tra i giovani». Prime vaccinazioni in provincia da inizio gennaio con 50mila dosi: ma solo per operatori sanitari e ospiti delle Rsa

Il grafico con l'andamento dell'indice di contagio Rdt (linea nera)

Il grafico con l'andamento dell'indice di contagio Rdt (linea nera)

La discesa dei casi di Coronavirus delle ultime tre settimane sembrava inarrestabile. Gli ultimi dati analizzati da Ats Insubria sul proprio territorio di competenza, che comprende le province di Varese di Como, accendono però un campanello d'allarme: «Stiamo riscontrando - ha spiegato il direttore sanitario di Ats Giuseppe Catanoso - una nuova tendenza all'aumento dei nuovi positivi, anche se non elevatissima. E' un dato che non va enfatizzato, ma neppure sottovalutato: la prossima settimana ci dirà di più».

I NUMERI
Nell'ultima settimana di riferimento, quella compresa tra sabato 12 dicembre a venerdì 18, i nuovi positivi registrati sul territorio di Ats Insubria sono stati 3.027 a fronte di 33.846 tamponi. Di questi 1.617 arrivano dalla provincia di Varese (con 18.320 tamponi), mentre 1.410 da quella di Como. Nella settimana precedente - dal 5 all'11 dicembre, i casi totali erano stati 2.866 con 34.398 tamponi: 1.778 arrivavano dalla provincia di Varese (20.126 i tamponi), mentre 1.088 da quella di Como.

LA TENDENZA
Nel territorio di Ats la crescita complessiva dei contagi è dunque aumentata, anche se il dato della provincia di Varese, se estrapolato, fa registrare un lieve diminuzione di nuovi positivi: dai 1.778 casi si è passati ai 1.617 dell'ultima settimana. «Un dato che di per sé è ancora da valutare - ha continuato Catanoso - così come la crescita registrata sul territorio comasco. I segni di una lieve risalita ci sono e vanno monitorati».

L'INDICE RDT
Fondamentale sarà da questo punto di vista tenere monitorato l'indice Rdt, la variabile che calcola l'andamento dell'epidemia e la rapidità del contagio. Nel territorio di Ats Insubria l'indice, dopo l'impennata di ottobre e il calo in novembre (con la zona rossa), è tornato a salire nella prima decade di dicembre, portandosi sopra la soglia critica di 1. L'ultima settimana fa ben sperare, con l'Rdt che volge nuovamente al ribasso (vedi grafico in apertura) e scende sotto l'1. «La situazione - ha concluso Catanoso - in ogni caso deve metterci in guardia. La seconda ondata non è finita e non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Mascherina, distanziamento e regole sono fondamentali per non innescare la terza ondata».

SCUOLE E TRASPORTI 
In particolare Ats Insubria sottolinea i rischi legati alla riapertura delle scuole con il conseguente aumento dei volumi sul trasporto pubblico: «Gli ultimi dati ci dicono che i contagi stanno nuovamente crescendo tra i giovani. Fondamentale sarà sensibilizzare e responsabilizzare i ragazzi, anche in vista della riapertura delle scuole il prossimo 7 gennaio. I giovani devono capire che a loro magari non succede nulla, ma che senza comportamenti responsabili fanno ammalare i loro genitori e cosa ancora più grave i loro nonni» il monito del direttore sanitario.

IL VACCINO ANTI COVID.
Anche perché per vedere gli effetti del vaccino anti Coronavirus, la cui distribuzione inizierà a breve almeno alle categorie più a rischio, ci vorranno diversi mesi. Da questo punto di vista Ats Insubria ha reso noto che sul proprio territorio dovrebbero arrivare circa 50mila dosi (valide per 25mila persone, vista la necessità di un richiamo dopo la prima somministrazione). Si partirà con gli operatori sanitari, i medici, i pediatri e gli ospiti delle Rsa. «Teoricamente l'inizio dovrebbe essere il 27 dicembre - ha detto Catanoso - ma di fatto non abbiamo avuto indicazioni concrete da parte del ministero della Salute. Reputo più probabile che partiremo a inizio dell'anno nuovo con gli operatori sanitari e gli ospiti delle Rsa». Il resto della popolazione dovrà invece avere pazienza: «Per completare la vaccinazione ci vorranno mesi - ha concluso - per questo dovremo continuare a rispettare le norme anti contagi». Intanto sono stati messi a punto dei freezer e sono stati definiti alcuni hub. 

VACCINO ANTINFLUENZALE
Buone notizie arrivano invece sul fronte del vaccino antinfluenzale. Sono in arrivo altre 65mila dosi dalla Regione Lombardia: saranno disponibili entro mercoledì prossimo. «Con queste dosi - dichiarano da Ats - riusciremo a raggiungere il fabbisogno per i residenti over 65, ovvero il 75%». In ogni caso al momento la situazione non presenta criticità: «Il picco influenzale per fortuna non si è verificato grazie proprio alle norme anti Covid».

Bruno Melazzini

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