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Economia | 08 dicembre 2020, 16:20

Con la zona gialla riaprirà la ristorazione anche in provincia di Varese. Coldiretti Varese: «Ma sarà un Natale di crisi»

Se davvero la Lombardia "cambierà colore" venerdì 11 bar, ristoranti e agriturismi potranno riaprire i battenti. L'associazione varesina: «Restano pesantissime le ripercussioni in vista della stretta natalizia che si ripercuoteranno su turismo e filiera alimentare»

Con la zona gialla riaprirà la ristorazione anche in provincia di Varese. Coldiretti Varese: «Ma sarà un Natale di crisi»

Il crocevia, anche per il Varesotto, sarà la data dell’11 dicembre, quella del probabile ritorno in “zona gialla” della Lombardia. Potrebbero così riaprire i anche i quasi 4 mila esercizi di ristorazione tra ristoranti, bar, pizzerie e agriturismi situati nella provincia prealpina, dopo oltre un mese di chiusura. Una boccata d’aria comunque insufficiente a coprire le perdite, ingentissime, che si stimano per causa di un autunno gravato dai divieti imposti.

Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione – continua Coldiretti Varese – si sono infatti propagati a cascata sull’intera filiera agroalimentare, con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. A pesare sono state anche le limitazioni a carico delle aziende agrituristiche con attività di ristorazione, che si trovano in grande difficoltà quest’anno per le misure di contenimento già adottate e il crollo del turismo: non ultima, la decisione del coprifuoco di fine anno dalle 22 alle 7 del mattino seguente, che di fatto impedisce ogni forma di socialità a tavola ostacolata peraltro durante tutte le feste dall’obbligo di chiusura alle 18 per tutte le attività di ristorazione, anche nelle regioni gialle. «Dalla tenuta del tessuto economico e sociale delle aree interne dipende molto delle possibilità di ripresa della nostra economia» rimarca il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. «Ben il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei piccoli borghi. Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione in un settore chiave per la bilancia economica della nostra provincia, oltreché fortemente identitario e rappresentativo del territorio».

 

 

Redazione

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