Presentata ad agosto e discussa solo giovedì sera, la mozione firmata in maniera bipartisan dai consiglieri Simone Longhini (Forza Italia), Giuseppe Pullara (Italia Viva) e Alessandro Pepe (Partito Democratico) mirava a garantire un sostegno economico anche alle scuole paritarie convenzionate del comune di Varese. Qualcosa però in questa alleanza trasversale è andata storta e a tre giorni dal consiglio si continua a discutere.
Tutto ruota fondamentalmente intono ad una questione ideologica, o forse nemmeno, perché del fatto che la mozione sia stata ritirata e quindi nessun sostegno stanziato, pare non importi più a nessuno. Tutti i consiglieri concordavano sull'importanza del ruolo delle scuole paritarie nel contesto scolastico varesino e che il comune dovesse garantire loro un aiuto, ma alla fine non si è trovata la quadra sulla natura del sostegno (se lasciare discrezionalità alla giunta come indicato dal Partito Democratico o stabilire una cifra precisa come indicato invece Forza Italia e Italia Viva).
Nella prima ipotesi, proposta con un emendamento alla mozione dal consigliere Pepe, si veniva a modificare il testo, togliendo i riferimenti al diritto di libertà educativa che le scuole paritarie rappresentano e si chiedeva di lasciare alla giunta il compito di decidere l'entità delle risorse economiche da destinare loro.
L'emendamento Pepe è stato bocciato dagli stessi firmatari (Forza Italia e Italia Viva), che hanno però proposto un ulteriore mediazione, accettando di togliere i riferimenti al diritto di libertà educativa, ma chiedendo di quantificare, in quasi 100 mila euro, i sostegni aggiuntivi destinati alle scuole dell'infanzia paritarie.
La bocciatura dell'emendmento del Partito Partito non ha però più permesso di trovare un accordo tra i consiglieri, seppur inizialmente concordi. La discussione in consiglio è durata molto, come pure sta continuando a distanza di giorni. Due fronti opposti che si scontrano e alla fine il contributo che le scuole d'infanzia paritarie aspettavano non ci sarà, né uno certo né uno discrezionale.














