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Backstage | 02 dicembre 2020, 16:15

I pubblici esercizi a #Backstage: «Stiamo uniti, compriamo il territorio e usciremo dalla crisi più forti di prima»

Sono la categoria che sta subendo le maggiori perdite, ma insieme stanno anche studiando il modo per riprendersi. Skizzo, Antonella Zambelli e Roberto Monti, insieme all'assessore Ivana Perusin, si sono raccontati a #Backstage

I pubblici esercizi a #Backstage: «Stiamo uniti, compriamo il territorio e usciremo dalla crisi più forti di prima»

Erano titolari di bar, ristoranti e caffetterie, ora sono dei tuttofare: preparano i caffè, li zuccherano e li servono, spiegano i dpcm ai clienti, controllano che rispettino le regole, hanno acquisito esperienza da social media manager e anche di marketing, ma soprattutto cercano di far tornare i conti che purtroppo registrano un calo di fatturato del 70% con un dispendio di energie che però è più che raddoppiato.

Raffaele Skizzo Bruscella (titolare del Balthazar), Antonella Zambelli (titolare della Brasiliana e presidente Fipe) e Roberto Monti (titolare del Vitamina Cafè) ci hanno raccontato come è cambiato il loro modo di lavorare negli ultimi mesi. Un momento difficile, di precarietà che per i cocktail bar ha comportato la chiusura totale, «perché vendiamo emozioni non alcolici che non sono compatibili con l'asporto». 

Emozioni che mancano soprattutto nel rapporto con i clienti, «ma siamo obbligati ad andare avanti, è il nostro lavoro e ci dobbiamo provare. Siamo conduttori d'impresa e dobbiamo anche gettare il cuore oltre l'ostacolo, cercado soluzioni, e prendere spunto da questa triste attualità per trovare nuovi stimoli. L'asporto funziona ma ci auguriamo di poter riaccogliere i nostri clienti potendoli coccolare al più presto».

Per farlo stanno creando sinergie, attraverso la cabina di regia diretta dall'assessore alle Attività produttive, Ivana Prusin, che ha spiegato tutte le iniziative messe in campo per sostenere il commercio nella ripresa. Sostegno e unità che gli esercenti chiedono anche ai varesini: «Serve restare vicini. Questo Covid ha cercato di separare tutti, ma la nostra forza starà proprio nel riuscire ad essere più uniti di prima». Come? «Il motto dovrebbe essere "compriamo il territorio", valorizziamo le imprese locali, andiamo al bar di quartiere a bere un caffe in più, e compriamo la verdura che viene coltivata qui. Bisogna combattere le multinazionali dell'ecommerce che ci fanno concorrenza sleale». E la parola d'rdine del 2021 deve essere «coscienza. Bisogna fare di più per se stessi e per gli altri, aiutando tutti e pensando a come spendere i nostri soldi per far star meglio più persone possibile, viaggiado nella dimensione del locale».

Valentina Fumagalli

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