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Territorio | 26 novembre 2020, 14:16

Vergiate non dimentica: 100 anni fa lo scoppio del polverificio che uccise 20 persone e devastò la città

Erano le 12.45 del 26 novembre del 1920 quando nella fabbrica si verificò la prima esplosione alla quale ne seguirono altre sei fino a notte provocando vittime e centinaia di feriti, persone sfollate, tetti scoperchiati e incendi: l'omaggio del sindaco ai defunti

Vergiate non dimentica: 100 anni fa lo scoppio del polverificio che uccise 20 persone e devastò la città

E' già passato un secolo, ma Vergiate non dimentica né dimenticherà mai quel 26 novembre del 1920 quando alle 12.45 avvenne la prima esplosione all'interno della polveriera di Sesona, causando 20 vittime oltre che centinaia di feriti, senza dimenticare decine di case scoperchiate, danni ingenti alle abitazioni e agli edifici nel giro di chilometri; una città devastata, come anche i Comuni confinanti, sfollati, miseria e tantissima paura. 

A causa delle restrizioni anti Covid, l'amministrazione comunale non ha potuto organizzare nessuno degli eventi che erano sul tavolo, ma nella giornata di oggi, proprio a partire dalle 12.45, il sindaco Maurizio Leorato ha deposto le corone di alloro a ricordo dei caduti di quel tremendo incidente presso la cappella di via Roma e al monumento che si trova all'interno del cimitero di Vergiate; con il primo cittadino soltanto il parroco e i rappresentanti delle forze dell'ordine. Dalla giornata di oggi è online sia sulla pagina Facebook che sul canale Youtube del Comune un filmato dello storico locale Matteo Maggioni e di Massimo Squillaro che ricostruisce cosa avvenne quel 26 novembre del 1920 e il contesto storico ed economico dell'epoca che portò a realizzare una fabbrica così pericolosa proprio a Vergiate.

«Avremmo voluto ricordare questa tragedia che ha colpito la nostra comunità e quelle intorno a noi in maniera diversa - afferma il sindaco Leorato - ma la pandemia non ce lo consente, invito tutti a visionare il filmato che ricorda il dramma del polverificio». Video che contiene l'intervento dello storico locale Matteo Maggioni che si sarebbe dovuto tenere in presenza e dove si ricordano quelle terribili ore, oltre che le vittime. «Il polverificio, uno stabilimento molto pericoloso - ricorda lo storico - venne aperto a Vergiate nel 1916 in quest'area particolarmente povera e dove i privati cedettero quasi gratuitamente i propri terreni al proprietario». Il primo scoppio avvenne alle 12.45 al deposito di paraffina, seguito da un secondo nello stesso deposito alle 13.05 da cui si generò un violento incendio della brughiera attorno che raggiunse il deposito esterno delle bombe che saltò in aria alle 13.40 provocando un cratere gigantesco con bombe scagliate anche a due chilometri di distanza, provocando centinaia di feriti, tetti scoperchiati, case lesionate, con la popolazione che abbandonava il paese. «Le esplosioni proseguirono alle 22.45, alle 23.15 e alle due di notte - prosegue Maggioni - sindaco e assessore di allora assistettero la popolazione facendo la guardia tutta la notte a case e negozi per evitare saccheggi; al momento dell'esplosione in fabbrica c'erano soltanto 140 operai contro i circa 500 abituali».

Venti le vittime della tragedia che lo storico nomina uno per uno: Luigi Chiaravalle 14 anni, Francesco Mociardini 28 anni, Luigi Porrini, Enrico Montonati, Pietro Semigi, Vincenzo Pozzi, Luigia Maffiolini, Angelo Lodi, Massimo Castano, Mario Moroni, Pasquale Braghini, Federico Casali, Giovanni Marini, Dionigi Puricelli, un carabiniere, una persona non identificata, tre militari del 67esimo fanteria e un viandante. 

 

Matteo Fontana

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