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Varese | 25 novembre 2020, 20:34

Il progetto di riqualificazione dell'ex Aermacchi va in commissione urbanistica e viene rispedito al mittente

Una bocciatura bipartisan, e anche da parte dei tecnici, è quella che ha ricevuto il progetto presentato dalla nuova proprietà dell'area: dubbi sugli insediamenti commerciali e persino sulla sua natura di intervento di "rigenerazione urbana"

Il progetto di riqualificazione dell'ex Aermacchi va in commissione urbanistica e viene rispedito al mittente

E' durata due ore la commissione urbanistica in cui per la prima volta, dopo i vari annunci, l'assessore Andrea Civati ha avuto modo di presentare il progetto di riqualificazione dell'ex Aermacchi proposto dalla Italiana Diamanti srl insieme a Tigros Spa, ai consiglieri comunali e ai membri della consulta sulla qualità urbana del comune di Varese. 

Il progetto consiste in sostanza nella bonifica e nell'abbattimento dei capannoni per realizzare due corpi di edifici: uno dedicato allo sport (con piscina olimpionica di 50 metri, due campi da basket con tribune e una palestra) e uno alla media distribuzione (un supermercato Tigros e un'area ristorazione al pian terreno e uffici al primo), oltre a un parco con pista ciclo pedonale e opere di compensazione per 2 milioni di euro. «Il progetto è in conformità con quanto prevede il pgt e la proposta della proprietà rispetta tutti i paletti imposti per intervenire - ha detto l'assessore - E' un piano estremamente complesso che interessa un'area di 38 mila metri quadrati, la più grande della città. Per questo dovranno essere effettuati tutti i passaggi tecnici necessari». 
Un intervento «reso possibile dagli incentivi che l'amministrazione ha messo in campo per favorire opere di rigenerazione urbana, come quelli sono in corso anche in altre zone della città». Sugli aspetti legati alla storicità del luogo e alla loro conservazione invece ha detto: «Solo il fatto di ridare vita a quei capannoni è un modo per onorarne la memoria. Lasciarli nel degrado e nell'abbandono non lo è. Si potranno poi studiare delle formule per rievocarne il glorioso passato».

Ed è proprio sul concetto di rigenerazione urbana che i tecnici della consulta per la qualità urbana hanno dissentito e quindi su tutto il presupposto del progetto. «Non si può far passare una semplice riqualificazione di un'area come una rigenerazione - hanno detto gli architetti Angelo Del Corso, Luca Tonella e Ruggero Borghi - La tecnica urbanistica della rigenerazione prevede, prima di qualsiasi proposta, un'attenta analisi sulla storia del luogo che deve rimanere non solo nella memoria, ma deve essere il motore generatore della rigenerazione. E' il divenire di una ricerca che suggerisce e dà le indicazioni perché questo luogo venga ricucito». E non vice versa. «Gli hangar dell'ex Aermacchi possono suggerire moltissimo proprio perché contengono elementi di genialità, sorprendenti per quell'epoca, che si configurano per la loro monumentalità».

Senza questo presupposto insomma, qualsiasi proposta di riqualificazione di zone interne della città è ingiustificata. «Ci sentiamo anche in imbarazzo a commentarlo - hanno aggiunto - Sostituendo vecchi capannoni, ma carichi di storia, con nuovi capannoni non si ottiene nulla. Il progetto proposto è un disegno, bello o brutto lo vedremo, in un'area circoscritta, completamente slegato dal contesto urbano in cui si va ad inserire, anzi ne peggiorerebbe la fruizione».

Tutte osservazioni condivise in maniera bipartisan anche dai consiglieri comunali che hanno anche chiesto di valutare bene la scelta di inserire l'ennesimo supermercato nel comparto. In sostanza il progetto non è stato accolto dalla commissione e dai tecnici con lo stesso entusiasmo con cui negli scorsi giorni era stato presentato dall'amministrazione. 

 

Valentina Fumagalli

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