Uno dei grossi problemi legati all'epidemia di Coronavirus è anche quello relativo al luogo dove le persone che vengono messe in isolamento fiduciario, perché venuti a contatto con una persona positiva al Covid, possano trascorrere la quarantena in un luogo sicuro per loro e per chi vive con loro. Un tema non certo secondario visto l'elevato numero di cittadini sottoposti a questo tipo di provvedimento; una quarantena vissuta correttamente in casa prevede che la persona in isolamento disponga di una stanza dove dormire e di un bagno esclusivo, oltre che una serie di prescrizioni legate all'igienizzazione degli ambienti. Norme difficili se non impossibili da seguire se si ha ad esempio una casa piccola, con il rischio quindi di contagiare le persone che vivono nella stessa abitazione.
Un problema che i medici di base hanno sollevato ad Induno Olona e di cui il sindaco Marco Cavallin si è fatto carico per cercare di trovare una soluzione. «Ho immediatamente sentito il presidente del Piano di Zona, il sindaco di Bisuschio Giovanni Resteghini e abbiamo concordato di avviare una riflessione tra tutti i Comuni della valle per identificare un luogo adatto allo scopo, una struttura che possa ospitare persone sottoposte alla quarantena che non hanno una casa sufficientemente grande per poterla trascorrere in sicurezza isolati dagli altri conviventi. Il primo pensiero è andato all'ospedale di Cuasso al Monte, che però proprio in questi giorni è stato nuovamente destinato a diventare una struttura di cura Covid».
Il sindaco ha poi aggiornato gli indunesi sulla pandemia in città, dove attualmente i casi positivi attivi sono 137, essendo state registrati sei nuovi contagi e altrettante guarigioni; «una terza classe della scuola d'infanzia Don Milani è stata posta in quarantena, ma coerentemente con quanto suggerito da ATS, la scuola rimarrà aperta per continuare ad accogliere la rimanente quarta classe» conclude Cavallin.














