/ Varese

Varese | 21 settembre 2020, 14:54

FOTO. Una settimana di sciopero al Manzoni perché mancano i banchi

Gli studenti della sede di via Morselli hanno iniziato questa mattina lo sciopero «perché ne va della nostra salute e del nostro benessere». Oltre ai banchi, secondo i ragazzi, non verrebbero rispettate nemmeno del disposizioni anti Covid

FOTO. Una settimana di sciopero al Manzoni perché mancano i banchi

E' cominciato questa mattina, e promette di durare sino a sabato, lo sciopero degli studenti del Liceo Manzoni, per una serie di motivi che i rappresentanti d'istituto hanno così elencato: 

1. Alcune classi sono sprovviste di materiale essenziale per conseguire una lezione quantomeno decente (ad esempio molte classi della sede al piano terra non hanno nemmeno i banchi)

2. Distanziamento approssimativo e spesso non rispettato (in alcune aree della scuola manca la segnaletica a terra destinata al posizionamento dei banchi e molto spesso nelle classi non è possibile rispettare con rigore il classico metro di distanza)

3. Mancanza della segnaletica anche nei corridoi destinata al corretto spostamento degli studenti all’ingresso e all’uscita dall’edificio scolastico

4. Difficoltà per quanto riguarda i mezzi di trasporto pubblici utilizzati dagli studenti del secondo gruppo, spesso costretti ad arrivare a casa ad un orario indecente considerando anche il tempo utilizzato nel pomeriggio per studiare. Stesso discorso anche per l’arrivo a scuola la mattina.

Questi sono i principali punti, ma i rappresenti indicano anche «tutta una serie di problematiche ““minori”” che ogni classe ha  - scrivono in una comunicazione interna - Molti hanno chiesto se per questo sciopero bisognerà giustificare l’assenza o no, vi chiariamo un attimo le idee: il preside non ha preso parte allo sciopero, esattamente come il corpo docente. Lui ci ha detto che non si oppone agli scioperi ma, ovviamente, non ne prenderà parte attiva. Di conseguenza l’assenza non sarà giustificata dalla scuola, come per ogni altro sciopero a cui abbiamo partecipato in precedenza».

I rappresentanti hanno chiesto comunque la massima adesione «perché ne va della nostra salute e del nostro benessere. Passare un’altra settimana in queste condizioni porterebbe danni nel futuro, sia per la condizione Covid, viste le precauzioni prese. Sia perchè, se non ci facciamo sentire ora che è una situazione obiettivamente critica e difficile quando ci faremo sentire? - concludono - Scioperare è un nostro diritto. Nessuno vi verrà a rimproverare se state a casa». 

Valentina Fumagalli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore