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Economia | 18 settembre 2020, 11:00

Europa dell'Est, è boom nell'uso delle criptovalute: Russia e Ucraina sugli scudi

L'indice di adozione globale delle criptovalute che è stato realizzato da parte di Chainalysis ha messo in evidenza come a guardare tutti dall'alto verso il basso sia l'Ucraina.

Europa dell'Est, è boom nell'uso delle criptovalute: Russia e Ucraina sugli scudi

Sono stati diffusi nuovi dati da parte di Fortune.com, grazie alla collaborazione di Chainalysis, una società che lavora nel campo della ricerca sulle criptovalute. Ebbene, queste statistiche hanno messo in evidenza come Russia e Ucraina si trovano, rispettivamente, al secondo e al primo posto in una classifica del tutto particolare, ovvero quella relativa all'utilizzo di criptovalute, come ad esempio il ben noto Bitcoin. Non è un caso, anche perché sono in crescita un po' in tutto il mondo gli utenti che si sono avvicinati al mercato delle criptovalute usando piattaforme affidabili e complete come Plus500.

Il problema, però, è che se la maggior parte di tali attività sono del tutto legittime, l'Europa Orientale detiene anche un altro primato, un po’ meno positivo per usare un eufemismo.

Ucraina al primo posto, poi la Russia

L'indice di adozione globale delle criptovalute che è stato realizzato da parte di Chainalysis ha messo in evidenza come a guardare tutti dall'alto verso il basso sia l'Ucraina. Questo indice comprende il quantitativo di criptovaluta che è stata oggetto di una delle varie operazioni, tra cui ricevimento, scambio e deposito.

Come mai l'Ucraina si trova al primo posto? Per spiegare il primo posto di tale classifica, bisogna sottolineare come, nell'arco di un anno, da luglio 2019 a luglio 2020, l’Ucraina ha movimentato criptovaluta per un valore complessivo che tocca gli 8,2 miliardi di dollari. Non solo, visto che sempre come criptovaluta ha ricevuto la bellezza di circa 8 miliardi di dollari.

Al secondo posto troviamo invece la Russia, dove intanto stanno risalendo i contagi da Covid-19, anche se si tratta di una classifica che è stata stilata non in base a dati totali, ma in proporzione alla popolazione. Il Paese che ha Mosca come capitale ha inviato oltre 16,8 miliardi di dollari e ne ha ricevuti ben 16,6 miliardi. Complessivamente, l'Europa dell’Est è sicuramente più avanti rispetto a tante altre zone del Vecchio Continente: da sola, infatti, copre il 12% dell’attività complessiva delle criptovalute nei dodici mesi calcolati da luglio 2019. Questa analisi, tra le altre cose, ha registrato l’attività non solamente in riferimento ad una criptovaluta, ma a circa una dozzina di esse.

Il parere degli specialisti

Non poteva mancare anche un parere di chi ha grande esperienza in questo campo, come ad esempio Roman Sannikov. L'analista russo, che lavora per la società di sicurezza informatica Recorded Future, ha un pensiero ben preciso sull'elevatissimo volume d'impiego, in tutto e per tutto legittimo, legato alla criptovaluta in questa zona del Vecchio Continente. Pare che tutto sia da ricollegare, secondo il pensiero di Sannikov, all'Unione Sovietica, così come all'eredità che ha lasciato la sua disfatta.

L'ultimo decennio dello scorso millennio, infatti, ha portato in dote elevate difficoltà di accesso al sistema bancario complessivo per tutti quei cittadini che facevano parte dell'ex Unione Sovietica. Insomma, hanno dovuto per forza di cose abituarsi a dei sistemi differenti per poter provvedere all'invio di denaro in ambito mondiale. Non è un caso, quindi, che siano arrivati molto prima nel campo delle criptovalute, facendo un bel po' di pratica già con gli strumenti antecedenti alle valute digitali, come l'e-gold, sfruttandoli anche solamente per completare degli acquisti banalissimi e comuni, come ad esempio comprare dei prodotti su eBay.

La scoperta di un mercato darknet

Quindi, non è affatto un caso che nell'Europa orientale in tanti abbiano una notevole conoscenza a livello di criptovalute: l'instabilità che caratterizza il rublo russo già da qualche anno, non ha fatto altro che infondere ancora più fiducia e convinzione nell'uso delle valute digitali. Il problema, come si può facilmente intuire, è che non sempre gli utenti di criptovaluta si comportano in modo onesto. Proprio nell'Europa dell’Est, dove intanto alcuni Paesi stanno mettendo a rischio l’integrità dell’UE per via di alcuni scontri su tematiche come i diritti civili, infatti, è stato individuato un mercato darknet, con una piattaforma nascosta che mette in vendita prodotti non legali, come ad esempio varie tipologie di droghe, che si possono facilmente comprare mediante le valute digitali.

Richy Garino

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