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Varese | 16 settembre 2020, 11:55

Maniaco a Casbeno, il quartiere in ansia: «Ho detto a mia figlia di guardarsi attorno»

Sono ore di preoccupazione nel rione dopo la serie di aggressioni ai danni di due donne, palpeggiate mentre passeggiavano per il quartiere: «Ci muoviamo sempre in coppia per essere più tranquille, ma oggi siamo decisamente più spaventate». Ma c'è anche rabbia: «Quando lo prenderanno spero che la punizione sia esemplare»

Maniaco a Casbeno, il quartiere in ansia: «Ho detto a mia figlia di guardarsi attorno»

Dopo il terzo caso di una donna aggredita e palpeggiata, il secondo dei quali avvenuto martedì a Casbeno, nel quartiere varesino c'è preoccupazione. Molti sono ancora increduli per quanto accaduto, in pieno giorno, sulle strade tranquille di questo rione del centro di Varese. Altri arrabbiati. Altri ancora hanno paura.

Due aggressioni nel giro di ventiquattro ore: ieri intorno alle 13, in via Oberdan, dove una donna è stata avvicinata da un uomo che le ha palpeggiato il seno prima di essere messo in fuga dall'intervento di un passante. Il giorno prima, sempre in mattinata, la vittima delle attenzioni morbose del maniaco era stata una madre con il passeggino, mentre venerdì scorso il primo episodio si era verificato in piazzale Trieste nei confronti di una ragazzina di sedici anni.

Chi frequenta il quartiere non parla d'altro. E sta in guardia: «Sono preoccupato per mia figlia che ha solo diciassette anni - racconta oggi un dipiedente in un locale della zona - Lunedì, il giorno della prima delle due aggressioni, sono passato a prenderla fuori dal Cairoli poco dopo il fatto: c'erano auto della polizia e agenti che stavano raccogliendo testimonianze su quello che era appena successo. L'idea che mia figlia possa trovarsi in situazione come quella vissuta dalle donne aggredite non fa stare tranquilli. Le ho detto di fare attenzione, anche quando prende il treno visto che il primo episodio in città è successo proprio in piazzale Trieste».

Questo papà non è il solo a preoccuparsi. Anche, e soprattutto, molte donne stanno vivendo ore di apprensione. «Da quando ho saputo quello che è successo - dice la cliente di un altro esercizio non lontano da via Oberdan - sono ovviamente molto preoccupata. Vorrei poter girare senza dovermi guardare le spalle». «Noi lavoriamo qui - dicono due ragazze - e parcheggiamo l'auto in zona. Ci muoviamo sempre insieme per essere più tranquille, ma adesso che sappiamo quello che è successo siamo decisamente più spaventate».

Seduto invece ai tavolini di un bar non manca chi chiede interventi drastici: «Sono tornato a vivere a Varese da poco - confida un uomo - dopo alcuni anni passati in Sardegna ed è intollerabile quello che è successo. Quando lo prenderanno spero che la pena sia esemplare». Sulla vicenda, intanto, vanno avanti le indagini della Squadra Mobile di Varese.

A. C./B. Mel.

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