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Territorio | 15 settembre 2020, 15:34

Il sindaco di Samarate scrive a Conte: «Molto spesso, ciò che ordinate nelle direttive si infrange come uno tsunami sulle gente e sui più piccoli»

Il primo cittadino Enrico Puricelli, dopo la bocciatura dei seggi elettorali alternativi alle scuole trovati dal Comune, ha preso carta e penna e scritto al presidente del Consiglio e ai ministri dell'Interno e dell'Istruzione: «Gli scolari della mia città perderanno senza motivo giorni di scuola»

Il sindaco di Samarate scrive a Conte: «Molto spesso, ciò che ordinate nelle direttive si infrange come uno tsunami sulle gente e sui più piccoli»

Non ci sta il sindaco di Samarate Enrico Puricelli dopo la bocciatura della commissione elettorale dei seggi alternativi proposti dal Comune in alternativa a quelli tradizionali situati nelle scuole della città.

Il primo cittadino ha deciso di prendere carta e penna e di scrivere una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e a quello dell'Istruzione Lucia Azzolina. 

Di seguito, la lettera integrale firmata dal sindaco Puricelli:

Chi scrive è il Sindaco di Samarate, una cittadina di circa 16.000 abitanti del basso Varesotto, adiacente l’aeroporto di Malpensa. In questi ultimi sei mesi non mi sono arreso davanti ad alcuna difficoltà. Giorno dopo giorno, in questi mesi di pandemia, ho lavorato con l’unico obiettivo di risolvere ogni tipo di problema che l’emergenza mi ha posto dinanzi. Presente in ogni occasione, ho collaborato con tutte le forze civili e militari coinvolte e io stesso, al pari dei miei Concittadini volontari, ho consegnato pacchi alimentari, aiutato famiglie in difficoltà e offerto un segno di sentito cordoglio a chi ha perso i propri cari. Questi mesi sono stati travolgenti e, seppure io non abbia l’età per fare un paragone di questo tipo, credo di rendere bene l’idea se affermo che mi è sembrato di stare in mezzo a un conflitto. Ogni giorno un problema diverso, ma sempre con la volontà di affrontare e risolvere quanto più possibile qualsiasi situazione, fino all’ultimo, senza fermarsi mai. Ho scelto di non concedermi neppure un giorno di ferie perché tante erano le incombenze: il controllo di tutti gli edifici scolastici e la loro sistemazione per renderli fruibili in tempo per i ragazzi samaratesi.…in ultimo anche il referendum! Non potevo starmene con le mani in mano, e così ho chiamato il Prefetto per avere delucidazioni in merito, ho seguito i consigli che mi sono stati dati, ho riunito i funzionari e contattato la locale Stazione dei Carabinieri per effettuare sopralluoghi e rendere attuabili le soluzioni alternative. Al termine di questo percorso condiviso, che consentiva lo spostamento dei seggi elettorali, ho inoltrato regolare domanda agli organi competenti affinché, in questa particolare occasione, fosse possibile votare in locali diversi da quelli scolastici. Cosa ho ottenuto? Un secco e perentorio diniego. Nonostante l’impegno e la cura spesi, gli scolari della mia città perderanno senza motivo giorni di Scuola. Inoltre dovremo provvedere alla sanificazione di ambienti che avremmo potuto preservare da frequentazioni estranee al mondo scolastico. Forse non vi rendete conto perché i vostri bisogni non corrispondono a quelli degli italiani. Molto spesso, però, quando apponete una firma su una direttiva, ciò che ordinate si infrange come uno tsunami sulla gente, in questo caso anche direttamente sulla mia Gente, sui miei Concittadini, anzi sui i più piccoli tra i miei Concittadini, quelli che, più di altri, vanno protetti al meglio poiché rappresentano il futuro del Paese! Se vi piacerà, potrete consultare in allegato la mia proposta di spostamento e la risposta ricevuta.Non vedo cos’altro chiedere visti i risultati.

Con osservanza

Enrico Puricelli Sindaco di Samarate (Va)

M. Fon.

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