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Economia | 14 settembre 2020, 17:37

Il caldo di settembre non risparmia gli allevamenti e i raccolti nel Varesotto

Colonnina di mercurio ancora sopra i 30 gradi, cala del 10% la produzione di latte: ripercussioni anche per la raccolta dei funghi, ma le alte temperature spingono le uve verso un’ottima vendemmia

Il caldo di settembre non risparmia gli allevamenti e i raccolti nel Varesotto

 

Settembre sotto la canicola, con un caldo fuori periodo, con temperature da piena estate; da giorni la colonnina di mercurio supera i 30 gradi anche nel Varesotto, con cali sensibili solo nelle poche ore antecedenti l’alba. E' quindi ancora “stress da caldo” per gli animali nelle fattorie dove sono nuovamente entrate in funzione ventole e doccette per aiutare le mucche, che stanno producendo meno latte rispetto ai periodi normali (-10% circa).

«È certamente una situazione singolare per il periodo, specie per il comprensorio prealpino» commenta il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori. L’anticiclone continuerà a stazionare nei prossimi giorni anche sulle province altolombarde,  solo venerdì si rientrerà nella forbice della “temperatura ideale” per gli animali in stalla, compresa tra i 22 e i 24 gradi: oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. Per questo sono attive le contromisure anti afa nelle stalle, dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi meno caldi. Nelle stalle sono entrati in funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per sopportare meglio la calura e i pasti vengono dati un po’ per volta per aiutare le mucche a nutrirsi al meglio senza appesantirsi.                              

Sotto assedio sono dunque le stalle dove, peraltro, si concentrano gli allevamenti per la produzione di latte destinato ai più grandi formaggi italiani Dop, dal Grana Padano al Gorgonzola. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge peraltro un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo. A trarre beneficio dal caldo sono, invece, le uve che attendono la vendemmia sulle nostre colline e che, grazie all’exploit di questi giorni, stanno sviluppando un grado zuccherino ottimale, che porterà la raccolta 2020 ad essere ricordata per l’ottima qualità. In ritardo la stagione di raccolta dei funghi: proprio il caldo, sta frenando lo sviluppo dei miceti nei nostri boschi e, per fare incetta di porcini, russole e altre varietà, è ancora necessario spingersi (facendo attenzione alla sicurezza) in altura.


Redazione

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