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Varese | 13 settembre 2020, 09:34

L'INTERVISTA AGLI EX SINDACI. Aldo Fumagalli: «Varese 2030? Vorrei che fosse più bella e a misura di giovani. Alle prossime elezioni candiderei Paragone. O Giorgetti»

La città del futuro, con un occhio su quella del presente e sulle prossime elezioni: a tu per tu con gli ex primi cittadini di Varese. Aldo Fumagalli: «Per avere una vocazione turistica, i varesini dovrebbero essere interessati al turismo. Servono idee, cuore e grandi progetti: le Ferrovie Nord metropolitana leggera per arrivare in 25 minuti a Milano, parco tematico scolastico alla Schiranna. Se per 24 ore rientrassi a Palazzo Estense ecco cosa farei...»

L'INTERVISTA AGLI EX SINDACI. Aldo Fumagalli: «Varese 2030? Vorrei che fosse più bella e a misura di giovani. Alle prossime elezioni candiderei Paragone. O Giorgetti»

Se un ex sindaco potesse tornare per un giorno a Palazzo Estense, cosa farebbe per prima cosa? E se potesse scegliere il nome di un candidato per le elezioni della prossima primavera, su chi cadrebbe la scelta? Ma, soprattutto, se potesse guardare molto oltre il prossimo mandato elettorale, cioè almeno a dieci anni da oggi, come si immagina la Varese del 2030?

Iniziamo oggi con Aldo Fumagalli (8 anni da sindaco: novembre 1997-ottobre 2005) una chiacchierata della domenica insieme agli ex sindaci della Città Giardino, che conoscono i segreti di Palazzo Estense e che, lontani dalla politica (o forse no...), possono permettersi di raccontare quello che nessuno, impegnato in prima fila o dietro le quinte, magari può dirci. Soprattutto in una città come Varese, dove spesso avviene tutto senza che nessuno sappia niente, se non a cose fatte.

Aldo Fumagalli, sono passati 15 anni dall'ultimo giorno a Palazzo Estense: oggi cosa fa?
Vivo tranquillamente, leggo, scrivo e coltivo l'orto: guardate quante piante di pomodori ci sono laggiù... (siamo nella casa dell'ex sindaco a Valle Olona e sotto una piccola serra s'intravedono decine di piantine diverse e foltissime). E poi faccio il nonno di tre nipotini, guido la moto (una Bmw) e frequento Lugano e la Svizzera, cosa che faccio da quando avevo 14 anni. 

Se guarda Varese, cosa vede?
Una mancanza che non è solo quella dei collegamenti, che anzi sono migliorati, vedi l'Arcisate-Stabio. Expo doveva essere un trampolino di lancio ma non lo è stato. Malpensa idem, così come le nostre bellezze da quando il Sacro Monte è patrimonio dell'umanità (e per questo è sempre giusto ringraziare Francesco Ogliari). Il lago non è male, la vocazione al canottaggio c'è... ma nonostante avessimo e abbiamo tutto ciò, la vocazione turistica è andata delusa.

Perché?
Credo che al varesino non interessi molto l'aspetto turistico, o forse interessa solo il turismo di frontalierato... La vocazione turistica devi averla dentro perché possa attecchire fuori. Da quando arrivò in città il city manager di Barcellona al giorno d'oggi, il turismo rimane un'occasione mancata.

Qual è l'errore più grande della politica amministrativa?
Un sindaco lavora per 5 anni, poi arriva il suo successore e cancella tutto, anche quello di buono che è stato fatto, e ricomincia da capo. Il primo cittadino andrebbe giudicato dopo 10 anni di mandato. Secondo errore: il filo conduttore di ogni amministrazione dovrebbero essere cucito dai tecnici, che conoscono la materia. E invece abbiamo sempre più politici che si arrogano il diritto di essere anche tecnici.

E allora ci dica una cosa che vorrebbe vedere realizzata nella Varese del 2030.
Un grande progetto. Cioè tutto quello che negli ultimi 20 anni in città non s'è visto. A Varese sembra una gran cosa anche il parcheggio di via Sempione ma ci abbiamo messo, appunto, 20 anni per aprirlo.

Proponga lei un grande progetto, allora.
La trasformazione delle Ferrovie Nord in una metropolitana veloce in grado di collegare Varese a Milano in 25 minuti. Anche perché tutti sanno che le rotaie delle Nord e quelle dello Stato non possono essere unite: infatti il progetto stazioni serve ad abbellire la zona (e quindi, a mio avviso, sarebbe bastata una passerella) non ad aumentare velocità e tempi di percorrenza. L'idea della metropolitana non è mia ma, ancora una volta, di Ogliari.

Manca l'ambizione?
No, negli ultimi vent'anni è mancato il cuore, e scontiamo un immobilismo che arriva da lontano: chi amministra non può essere un elegante burocrate ma deve immergersi nelle cose.

Si riferisce a qualcuno in particolare?
Mi riferisco a un periodo amministrativo varesino molto lungo. Speravo in Davide Galimberti: è giovane e nuovo, ha vinto meritatamente nel 2015 girando la città e proponendosi come sindaco del popolo ma si è poi trovato impantanato nella solita politica fatta di correnti e persone che tirano la giacca da accontentare.

Una cosa che le è piaciuta e una che le è piaciuta meno.
Pessima l'idea delle nuove luci: i led saranno anche economici ma sono fiochi come lumini cimiteriali. E invece la luce deve illuminare davvero, anche per dare sicurezza. Positivo aver recuperato i consigli di quartiere, non sono una spesa inutile, tutt'altro: non si deve perdere il contatto con le castellanze, da lì arrivano le idee e la partecipazione che fanno la differenza. Bene anche l'abbattimento dell'area dell'ex segheria e dell'ex Traferri a Biumo per fare parcheggi, almeno finché non si decide cosa arriverà al loro posto. Era un orrore.

Torniamo al 2030: cosa le piacerebbe trovare o ritrovare a Varese?
La movida notturna: non è più quella di una volta. I giovani sono l'anima della città, e se fanno un po' di rumore, pace: non si vive in silenzio, a meno che si voglia una città dormitorio. In più, se li teniamo a Varese, evitano di correre rischi sulla strada. E poi vorrei che via Piave e via Garibaldi non fossero dei suk: i negozi etnici andrebbero distribuiti in tutta la città.

Torna a Palazzo Estense da sindaco per 24 ore: la prima cosa che fa.
Metterei un po' di parcheggi liberi perché va bene educare alla mobilità sostenibile, ma non si può andare contro l'indole dei varesini. Ai miei tempi criticai il progetto del trambus proprio per questo: il varesino non prende il bus, piuttosto va a piedi o in bicicletta. E poi leverei del tutto quella multa idiota che colpisce chi supera la riga del semaforo anche solo di 10 centimetri. Serve un po' d'elasticità: introdussi apposta i cartelli posizionati a 50 metri dai semafori per avvisare gli automobilisti del rilevamento della velocità. Le multe rimangono fini a sé stesse se non si educano i cittadini.

Tra dieci anni Varese dovrà essere più...
...più bella. Da via Magenta a viale Milano, che ora sono brutte, dovrebbero cambiare volto ed essere attraenti. Perché il biglietto da visita per chi arriva in città conta.

Varese dovrà anche essere più vicina a...
...a Milano con la metropolitana leggera, e poi al Canton Ticino perché la nostra economia si regge sull'interscambio con la Svizzera. Se voglio mangiare cucina lombarda, vado in un crotto a Mendrisio. E ormai lo faccio anche se voglio bere Merlot. Faccio un altro esempio: inutile duplicare a pochi chilometri iniziative culturali che a Lugano funzionano già benissimo. Avviciniamoci al Ticino, che è già parte di noi: adesso anche i collegamenti ci permettono di farlo. Sulla cultura aggiungo una cosa: abbiamo personaggi enormi, cito solo Mauro della Porta Raffo. Valorizziamoli.

Palazzetto, stadio, palaghiaccio: perché negli anni sono caduti a pezzi senza che nessuno intervenisse?
Perché tra pubblico e privato ci sono stati contrasti e non accordi. Neppure Giovanni Borghi riuscì a rifare lo stadio: perché, non sapete che voleva rifare il Franco Ossola?
Il palazzetto secondo me è irrecuperabile, l'anello diroccato è troppo vecchio. Andrebbe ricostruito, moderno e completo di ogni comfort. L'idea di utilizzare le Fontanelle per trasformarla in una città dello sport con stadio, palazzetto e palaghiaccio nasceva proprio da lì.

E l'ippodromo?  
Sarebbe l'impianto perfetto del futuro, capace di stupire chiunque arrivi, volano perfetto di turismo elegante, con quello scenario... Borghi lo dice da anni: portiamo qui il trotto e facciamo grandi le Bettole. Servono sinergie, anche qui. 
E allora lasciatemi aggiungere un'altra cosa: Giorgetti si è impegnato tantissimo sullo sport, e non solo sullo sport visto che i i collegamenti viabilistici ottenuti li dobbiamo al suo operato in parlamento. Dovremmo sfruttare ancora le sue competenze e la sua capacità di unire. 

Ma Giorgetti a Roma ora è all'opposizione.
Beh, allora va candidato sindaco dal centrodestra. Il sindaco deve conoscere la città come le sue tasche, e lui la conosce. Perché Varese deve accontentarsi? Gli uomini giusti da far scendere in campo ci sono. Butto lì un altro nome, anche se a lui non gliel'ho detto...

Quale nome?
Gianluigi Paragone: accanto a una bella lista civica e alla coalizione di centrodestra sarebbe un elemento di rottura capace di parlare a tutti i ceti. E' giovane e dinamico ma anche esperto. Non avrebbe referenti alle spalle, non sarebbe condizionato dall'ideologia. A mio modo di vedere il sindaco deve essere più tecnico che politico. 

Si dimentica di Maroni.
Ci ha sempre tenuto a fare il sindaco di Varese e me l'ha sempre detto. Ma poi il destino l'ha portato in Regione.

Per par condicio, passiamo al centrosinistra.
Galimberti ha fatto esperienza e potrebbe esprimere meglio le potenzialità che certamente ha. Oppure, seguendo il filo del discorso fatto per Giorgetti, perché non Alfieri? Perché mandare i migliori a Roma e non tenerceli anche qui?

Domani riaprono le scuole, anche per i suoi tre nipoti: da nonno teme qualcosa?
I giovani hanno poco da temere ma devono stare attenti per proteggere i loro genitori e i loro nonni. Le norme da seguire penalizzano l'aspetto sociale della scuola ma non creano grossi disagi: ci lamentavamo delle classi pollaio, adesso non lo faremo più. Tanto meno a Varese dove abbiamo alcuni istituti d'eccellenza. Mi sono piaciuti, per esempio, gli interventi alla Manfredini, recuperata in maniera impeccabile.

Emergenza Covid e politica: lei che ne pensa?
Che Roma ci ha anche un po' marciato. E ha messo in campo una disparità di trattamento tra il settore pubblico e i pensionati, tra i quali mi ci metto anch'io, rispetto al settore privato e in particolare a quello del commercio, che sono stati penalizzati. In Svizzera, per esempio, non è andata così: il privato è stato subito sostenuto e poi controllato. Chi non utilizza davvero i finanziamenti per uscire dall'emergenza Covid, viene scoperto e colpito. 

Opere pubbliche: sulle stazioni ha detto che sarebbe bastata una passerella. E sul teatro?
Per vent'anni abbiamo avuto un teatro dignitoso e una stagione teatrale all'altezza, perché non andare avanti così? E' brutta la copertura? Rifatela. Sul Politeama i tecnici mi hanno sempre detto che esistevano problemi logistici legati all'edificazione della torre scenica, problemi magari superati, ma torno al discorso di prima: Lugano ha rassegne teatrali, musicali, di pittura... perché riprodurre in piccolo a Varese ciò che a due passi c'è già? Sia con Lugano che con Como su questo aspetto non possiamo competere, meglio collaborare.

Largo Flaiano.
Il primo ad avere l'idea della maxi rotatoria fu l'architetto Roncaglioni. Mi presentò il progetto e io lo diedi all'assessore Nicoletti. C'era anche il finanziatore, oltre ai fondi regionali: l'editore della Prealpina Roberto Ferrario - un grande editore - era entusiasta. Vent'anni dopo si ricomincia...

Piazza Repubblica.
Non è portando lì il mercato che si salvano le tradizioni. Dove troverebbero spazio i camioncini degli ambulanti?

Caserma Garibaldi.
Vi porto due idee: dedicarla interamente a spazio di ritrovo per i ragazzi, per quello che abbiamo detto prima e perché il futuro di Varese sia giovane.
Oppure radunare in quell'unico edificio all'ingresso della città, affacciato sul parcheggio di piazza Repubblica e a due passi dalle stazioni e dall'autostrada, tutti gli uffici comunali che ora sono a spasso tra Villa Baragiola, servizi sociali di via Orrigoni, palazzina della cultura all'ex cinema Rivoli. Palazzo Estense diventerebbe un polo di alta rappresentanza in cui ospitare convegni. L'ex consorzio agrario, vicinissimo alla caserma, potrebbe così essere riqualificato e trasformato in un albergo futuristico, con parcheggio interno. Servirebbe però che esistesse quel fil rouge capace di guidare l'azione di un'amministrazione uscente con quella successiva.

Schiranna.
Noi portammo il Lido e la sabbia, ma volevamo fare di più. Esisteva un progetto che custodisco, finanziato dalla Costa Edutainment di Genova, e che vi svelo: facendo leva sul turismo scolastico, erroneamente sottovalutato, avrebbe trasformato la Schiranna in un parco tematico legato alla preistoria e alla storia, compresa quella dei Celti, con pompe sommerse nel lago capaci di spruzzare un velo d'acqua, palafitte e tutto ciò che avrebbe attirato le scolaresche della Lombardia. La Costa avrebbe inoltre creato un planetarium in 3d raggiungibile dagli studenti attraverso una funivia lungo tutta la Valle Luna.

Bei sogni...
No: idee. Senza quelle non puoi fare il sindaco. Sempre che oggi esista ancora qualche "pazzo" che ci voglia provare, prendendo quattro soldi ed essendo costretto ad abbandonare la propria professione.

Andrea Confalonieri


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