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Storie | 24 agosto 2020, 16:01

FOTO. «Io, lombardo rientrato dalla Spagna a Malpensa, ho impiegato appena 15 minuti per fare il test. Efficienza e sensibilità, nessuno si è lamentato o spazientito»

Vi avevamo raccontato la storia di Lorenzo, varesino in Andalusia per trovare la famiglia: oggi è tornato a casa e ha impiegato un quarto d'ora per arrivare alla postazione dove viene effettuato il tampone a chi rientra dai Paesi a rischio. «In aereo non solo ragazzi ma gente di tutte le età. In coda per il test anche turisti da Ibiza, Maiorca e Mykonos»

FOTO. «Io, lombardo rientrato dalla Spagna a Malpensa, ho impiegato appena 15 minuti per fare il test. Efficienza e sensibilità, nessuno si è lamentato o spazientito»

Vi avevamo raccontato la storia di Lorenzo, in Andalusia dal 7 agosto per trovare la sua famiglia alle prese con le regole che avrebbe dovuto rispettare nel momento del ritorno a casa (leggi QUI). Ebbene, oggi Lorenzo è tornato in Lombardia con volo easyJet atterrato alle 12.25 - in anticipo di un quarto d'ora - e ciò che ci racconta sul test effettuato all'arrivo a Malpensa, al di là di tutte le polemiche dei primi giorni, è a dir poco sorprendente: è di appena 15 minuti, infatti, il tempo impiegato per arrivare alla postazione dove si effettuano i tamponi ai cittadini lombardi che rientrano dai Paesi a rischio e cioè Spagna, Grecia, Malta e Croazia. 

Come sono stati sottolineati i disagi dei primi giorni per chi tornava negli aeroporti lombardi da queste nazioni, è giusto ora ascoltare e dare lo stesso spazio anche a una realtà un po' diversa, per fortuna. «Il mio aereo da Malaga a Malpensa era pieno - ci racconta Lorenzo - c'era gente di tutte le età, non solo ragazzi. Nella breve coda in attesa di sottoporsi al test c'era anche gente in arrivo da Ibiza, Maiorca e Mykonos, qui sì l'età media era più bassa».

La postazione con almeno sei-sette box e altrettanti infermieri in azione è posizionata all'ingresso 1 degli arrivi del Terminal 1, l'unico aperto: «Ho trovato molta organizzazione e sensibilità sia da parte dei volontari della Protezione civile che degli infermieri: c'è grande efficienza e serenità, nemmeno una persona in attesa mi è sembrata spazientita, nonostante non sia il massimo della vita arrivare dopo il viaggio e, come prima cosa, pensare al tampone naso-faringeo. Del mio volo circa la metà, a occhio, si è prenotata online per presentarsi al test, evidentemente gli altri lo avevano già fatto in Andalusia o hanno prenotato per eseguirlo nelle strutture sanitarie una volta rientrati alla propria residenza».

La trafila come si conclude? «Entro 48 ore mi arriverà l'esito via mail - spiega ancora Lorenzo - all'indirizzo da cui mi sono registrato. Io, per logica e buonsenso, resterò in quarantena fino all'arrivo del risultato. E poi vediamo...». 

 

Andrea Confalonieri

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