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Basket | 15 luglio 2020, 15:26

Basket. Anthony Morse: «Il mio cognome non è un peso ma il più grande degli stimoli. Fiero di imparare da Scola»

Quarant'anni dopo, un altro Morse ma completamente diverso: pivot, è alto 3 centimetri più di Bob e prende con leggerezza e intelligenza l'inevitabile accostamento. «Colpito e ammirato dalla proposta di Varese. Qui mi piace tutto». Infatti ha sposato una ragazza di Busto

Anthony e Bob Morse per una volta, e per gioco, insieme

Anthony e Bob Morse per una volta, e per gioco, insieme

Toto Bulgheroni, il gm Conti e il presidente Vittorelli hanno affiancato nel giorno della presentazione Anthony Morse, un nome anzi un cognome che parla da solo, ma non in questo caso visto che lo statunitense classe '94 in arrivo da Imola, al di là di una foto accanto a Bob Morse, non può e non deve essere accostato quarant'anni dopo, se non per simpatia e un po' per gioco (è alto 3 centimetri più di Bob), alla leggenda del basket. Lui stesso la prende con leggerezza: «Non sento tutta questa pressione visto il mio cognome e ciò che lo lega al passato di questa squadra, sono semplicemente tanto stimolato dal fare bene, sono qui per crescere e migliorare, e sono davvero contento di indossare questa maglia».

Anthony è un pivot, ed è dotato di grande fisicità ed atletismo, dalla A2 alla serie A c’è un confine non così labile, e questo il ragazzone cresciuto a Lawrenceville nella contea di Gwinnet lo sa benissimo, e per l’appunto spiega: «Lavorerò tanto in palestra durante la settimana, sapevo di avere una chance in A, e quando la proposta mi è arrivata da questo club sono rimasto davvero colpito visto il livello della squadra, mi allenerò bene e darò il tutto per tutto per affrontare un campionato di questa categoria».

Un vero e proprio salto di qualità quindi per il ventiseienne, che dopo aver giocato in Ungheria si è trasferito in Germania, nella stagione 2017-2018, per poi approdare in Italia, prima a Mantova dove ha totalizzato 13.3 punti, 10.1 rimbalzi e 0.7 assist per partita, poi a Imola, dove ha segnato in media 18 punti, preso 7.3 rimbalzi e fornito 0.5 assist, cifre da top player in categoria.

Ottimi numeri insomma per lui, che sarà affiancato da uno che di tecnica di gioco se ne intende parecchio, l’asso Luis Scola, icona del basket in Europa e in NBA: «Sono orgoglioso di misurarmi accanto ad un giocatore come Scola, e sono fiero di imparare tanto da una persona del genere che ha fatto la storia di questo sport».

C’è anche spazio ma soprattutto voglia di parlare di nazionale, perché Anthony capisce la lingua ed è innamorato del nostro Paese o, per dirla tutta, si è anche innamorato nel nostro Paese, visto che ha sposato una ragazza bustocca ed ora vive a Mozzate, e sul sogno maglia azzurra risponde: «La nazionale sarebbe felicità pura, qui mi piace tutto, il cibo, il luogo in cui vivo e le persone sono fantastici. La maglia azzurra è un'aspirazione, ma prima dovrà arrivare il passaporto».

Andrea Galizia


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