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Economia | 11 luglio 2020, 10:46

La provocazione di Marco Colombo: «Cassa integrazione e reddito di cittadinanza per gli imprenditori»

L'imprenditore varesino e presidente di Aime Agro Alimentare legge l'attuale situazione economica del Paese: «E' il momento del coraggio e dei sacrifici condivisi, bisogna investire sui tagli agli sprechi e alla burocrazia e incentivare investimenti, assunzioni e l'economia reale».

La provocazione di Marco Colombo: «Cassa integrazione e reddito di cittadinanza per gli imprenditori»

Marco Colombo è un imprenditore varesino del settore alimentare che dice sempre la sua, al di là di schemi precostituiti, con pragmatismo e a volte ricorrendo a provocazioni intellettuali.

A Colombo che è anche presidente di Aime Agro Alimentare e un alfiere del Made in Italy piace dialogare sui social con sostenitori e detrattori: proprio da recenti scambi di visioni su Facebook nasce un post che il titolare del Salumificio Colombo di Crosio della Valle mette sul tavolo, tra proposte e provocazioni che riguardano il futuro dell'economia del nostro Paese ma anche del nostro territorio.

Il titolo parla già da solo: "Cassa integrazione o reddito di cittadinanza per gli imprenditori?".

«Al pari di un qualsiasi reddito non derivante dal lavoro argomenta Colombo - queste formule generano solo debiti che si trasformeranno in futuro, in tasse per ripianarli, senza aver generato alcun beneficio sostanziale. Sono d'accordo che era ed è basilare intervenire nell'immediato con formule di tutela al reddito, ma è anche vero che senza una visione strategica tali oneri si trasformeranno in spade di Damocle sulle nostre teste. Prorogare la cassa integrazione e qualsiasi forma di assistenzialismo genererebbe un buco tale, che impedirà a qualsiasi governo futuro di attuare manovre di incentivazione all'occupazione».

Invertire la rotta e la visione suggerisce l'imprenditore varesino.

«E' il momento del coraggio e dei sacrifici condivisi, a mio avviso, investire su tagli agli sprechi, ai costi di una politica e burocrazia inoperose, su reali interventi di sburocratizzazione, di incentivi sugli investimenti, sulle assunzioni, sull'economia reale che crea e genera reddito vero. Un volano che per capillarità metterebbe in moto, filiere ed interi settori del Made in Italy, una politica industriale non basata sui grandi gruppi, già ampiamente aiutati, ma sul futuro di milioni di piccole attività. Voglio stare dalla parte della ragione, agire anche sul nero e sull'evasione, controlli stretti, ma aiuti concreti, regimi fiscali da rivedere con i partners europei, per quanto riguarda la tassazione sui margini finanziari, se lo fanno loro perché noi non possiamo attuarlo? Azione concreta sulla tassazione delle pensioni medie, che hanno fatto scappare centinaia di migliaia di italiani verso paradisi fiscali».

Colombo non risparmia bacchettate al Governo e ai partiti sia di maggioranza che di opposizione.

«Questi sono a mio avviso i veri temi, che un Governo competente e capace dovrebbe fare propri, al pari di una politica che parla per slogan, senza idee ma con tante invettive inutili e dannose, perché impercorribili, al pari di Flat Tax e Quote 100, valutabili in un secondo tempo, dopo aver fatto ripartire l'economia e aver pagato qualche debito pregresso» conclude. 

Matteo Fontana

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