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Cronaca | 10 luglio 2020, 11:14

Botte al professore e ai compagni: due baby bulli portati in comunità

Due fratelli minorenni sono stati condotti dalla polizia di Stato in due comunità in seguito a un'ordinanza de tribunale dei Minori di Milano. Le accuse che polizia e magistratura muovono ai due "bulli" sono di aver commesso atti persecutori, lesioni e rapina nei confronti di almeno tre compagni

Botte al professore e ai compagni: due baby bulli portati in comunità

Due fratelli minorenni che nell’anno scolastico appena terminato avevano spadroneggiato, con la violenza fisica e l’intimidazione, su compagne e compagni sono stati condotti dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio in due diverse comunità in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare del Tribunale per i Minorenni di Milano.

Le accuse che polizia e magistratura muovono ai due "bulli" sono di aver commesso atti persecutori, lesioni e rapina nei confronti di almeno tre compagni. Il Commissariato di via Ugo Foscolo aveva fatto la loro conoscenza il primo giorno dell’anno scolastico 2019/2020, quando i poliziotti erano intervenuti in un istituto di istruzione superiore in città per le intemperanze di uno di loro.

Una volta redarguito da un insegnante per un comportamento scorretto in classe, il ragazzo aveva reagito picchiando il professore, insultando e minacciando anche altri docenti e infine infrangendo con un pugno una vetrata. Ne era seguito, da parte della polizia, l’invio di una denuncia al giudice minorile e, da parte della dirigenza scolastica, l’immediata sospensione per tutto l’anno. Erano passate poche settimane e anche il fratello era stato sospeso dalla stessa scuola dopo aver aggredito un compagno provocandogli lesioni.

Pur non potendo più frequentare le lezioni, i due hanno comunque continuato a tentare di imporre le loro prepotenze sugli ex compagni e in particolare su alcuni di loro, presi di mira per aver osato opporsi alle loro angherie o perché ritenuti responsabili di veri o presunti torti nei confronti loro, di loro amici o ragazze. A farne le spese sono stati una compagna, fatta bersaglio di insulti, umiliazioni e inviti a suicidarsi sia di persona che attraverso messaggi inviati via “social”, e un compagno aggredito in due occasioni, prima in classe dove gli veniva stretta la gola sollevandolo da terra e poi, per vendetta a seguito della segnalazione ai professori, nel corso di un pestaggio di gruppo.

Un altro compagno, reo di aver litigato con un amico dei fratelli e di aver offeso la ragazza di uno di loro, era stato attirato in un incontro “trappola” nei pressi della stazione ferroviaria di Busto Arsizio, sottoposto a pestaggio e rapinato delle scarpe.  

Le modalità particolarmente efferate e fuori controllo delle azioni dei due fratelli e la considerazione che l’ambiente familiare non fosse in grado di contenerli – anzi il padre ha dato in più occasioni sostegno ai figli, minacciando e aggredendo a sua volta professori e studenti – hanno indotto il gip ad adottare la misura cautelare e a separare i due facendoli collocare in diverse comunità. 

Redazione

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