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Cronaca | 25 giugno 2020, 17:00

IL DRAMMA DI ALBIZZATE. Il titolare dello "Sfizio": «Sembrava scoppiata una bomba. Sono uscito e ho visto quel bambino chiamare la mamma»

VIDEO. Parla Giovanni Corradin, titolare del ristorante di via Marconi: «Stavamo preparando all'aperto gli spazi per l'aperitivo. Se fosse successo un'ora dopo ci sarebbe stata ancora più gente». Intanto le indagini vanno avanti: aperto un fascicolo contro ignoti

Giovanni Corradin, titolare del ristorante pizzeria "Lo Sfizio"

Giovanni Corradin, titolare del ristorante pizzeria "Lo Sfizio"

«Ho sentito un grosso botto improvviso, poi ho visto una nuvola di fumo alzarsi. Ho fatto uscire tutti i dipendenti e sono uscito subito. Sembrava fosse scoppiata una bomba». Giovanni Corradin, titolare del ristorante pizzeria "Lo Sfizio", racconta così gli istanti immediatamente successivi al crollo del cornicione che ha ucciso una mamma di 38 anni e i suoi due bimbi di 5 anni e 14 mesi ieri pomeriggio in via Marconi ad Albizzate (leggi QUI). 

Corradin si trovava in cucina al momento del disastro. Ha sentito un forte botto e si è precipitato fuori. Trovandosi davanti agli occhi polvere, detriti e distruzione. E il dramma di una famiglia spezzata in un istante: «Dall'altra parte del marciapiede c'era l'altro bambino, di una decina di anni che chiamava la mamma e altre persone. Li abbiamo fatti allontanare, poi abbiamo allertato i soccorsi - ricorda - Nel giro di cinque minuti sono arrivati tutti. Ma non c'è stato nulla da fare».

Fauzia Taoufiq, il suo figlioletto di 5 anni, Soulaymane Hannach e la sua bimba di poco più di 1 anno, Yaoucut Hannach, passavano spesso in via Marconi. Abitavano ad Albizzate e spesso lì facevano la spesa: «Non li conoscevo di persona - continua Corradin - ma spesso li vedevo passare a piedi lungo la strada».

Una strada molto frequentata, per la presenza di un supermercato e del ristorante pizzeria, che proprio in quei minuti stava iniziando a prepararsi per la serata: «Stavamo preparando la parte estiva del locale all'aperto per gli aperitivi - continua - Se fosse successo un'ora dopo ci sarebbero state molte più persone e la tragedia avrebbe potuto avere un bilancio ancora più pesante»

Intanto proseguono le indagini. Questa mattina il sostituto procuratore di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra, ha fatto un nuovo sopralluogo sul luogo della tragedia. Un fascicolo è stato aperto contro ignoti per crollo colposo ed omicidio colposo: verranno nominati dei consulenti. Lo stabile risulta che sia stato demolito e poi ricostruito negli anni 90. L’ipotesi investigativa principale, al momento, è quella del cedimento strutturale.

Bruno Melazzini

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