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Varese | 23 maggio 2020, 18:31

Movida e Coronavirus, ultimatum del Comune di Varese: «Senza rispetto delle regole bar chiusi dalle 22»

Un weekend da ultima possibilità a Varese, il Comune ha deciso dopo la riunione di oggi a Palazzo Estense con forze dell'ordine ed esercenti: se la situazione della movida sarà la stessa di venerdì notte verranno emessi provvedimenti più restrittivi

Movida e Coronavirus, ultimatum del Comune di Varese: «Senza rispetto delle regole bar chiusi dalle 22»

Un weekend da ultima possibilità: se la situazione della movida sarà la stessa di venerdì notte verranno emessi provvedimenti più restrittivi che potrebbero arrivare anche alla chiusura dei locali alle ore 22.

I controlli delle forze dell'ordine saranno presenti anche stasera e domani ma a tutti è stata chiesta la massima collaborazione, esercenti e clienti, perchè le norme di sicurezza vengano rispettate a dovere. E ancora: far partire una forte campagna di sensibilizzazione rivolta ai giovani per una movida “sana” e responsabile. Questo in estrema sintesi il messaggio emerso questo pomeriggio durante la riunione del Centro operativo comunale. All'incontro via web hanno partecipato anche i rappresentanti dei pubblici esercizi e le forze dell'ordine.

Venerdì infatti la situazione della movida è stata tranquilla fino a circa le 22, dopo quell'ora purtroppo le situazioni di assembramenti sono state troppo frequenti costringendo le forze dell'ordine ad un continuo lavoro di segnalazione e sanzionamento. 

«Non possiamo permetterci di rivedere scene come quelle che si sono verificate a tarda notte venerdì. Tutti devono rispettare le regole» hanno reso noto dal Comune di Varese. Questo il concetto condiviso da tutti i partecipanti alla riunione e dai rappresentanti dei pubblici esercizi, concordi anche con un maggiore rigore e più sanzioni nei confronti di esercenti e clienti che non rispetteranno le regole del distanziamento, dell'uso di mascherine e in generale di tutte le misure previste dai decreti per evitare i rischi da contagio.

Inoltre, entro la metà della prossima settimana i rappresentanti dei pubblici esercizi si sono impegnati a elaborare una proposta di piano per la sicurezza per la gestione delle aree critiche che verrà poi valutato insieme a tutti i componenti del tavolo per i pubblici esercizi.

Quella di oggi pomeriggio è stata dunque una riunione per sensibilizzare al rispetto delle norme ma dalle parole di tutti è emerso forte e chiaro che la situazione deve cambiare già da stasera. «O si cambia o ci si ferma di nuovo  – hanno spiegato il sindaco Galimberti e il vicesindaco Zanzi–  Non ci si può dimenticare che il virus sia ancora con noi dopo aver bevuto un paio di spritz. Non possiamo però nemmeno pensare di militarizzare un'intera area della città dislocando centinaia di agenti, togliendoli magari da altri compiti più importanti, solo per controllare la movida. Quello che è certo è che nessuno vuole che Varese torni alla fase 1. Le conseguenze sarebbero drammatiche per la nostra economia. Ma la fase 2 vuol dire attenzione e responsabilità. Se non si riescono ad avere queste due cose saremo costretti ad essere più rigidi e far chiudere i locali già alle 22. O rispettiamo le regole tutti insieme o non ne usciremo». Un messaggio che ha trovato tutti d'accordo, amministrazione, forze dell'ordine e rappresentanti dei publici esercizi.

Una posizione simile, in linea generale, arriva anche dalla Regione Lombardia, che attraverso le parole del presidente Attilio Fontana si è detta pronta a prendere misure restrittive per limitare i rischi legati alla movida in alcune città lombarde. «Come ho più volte ribadito, Regione Lombardia è pronta a intervenire, anche con nuove restrizioni, per evitare che tutto il lavoro svolto fin qui grazie alla buona volontà della maggioranza dei cittadini, venga vanificato da alcuni incoscienti» le parole del governatore lombardo.

«Dopo aver visto nelle ultime ore le foto, i video e le notizie riguardanti assembramenti e movida in diversi comuni lombardi - ha detto Fontana - mi appello ai Prefetti e ai Sindaci della nostra regione affinché usino, dove serve, il massimo del rigore, anche attraverso l’utilizzo della Polizia locale e delle forze dell’ordine e l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge, come la riduzione dell'orario di apertura e la chiusura».



Redazione

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