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Varese | 19 aprile 2020, 12:09

Coronavirus, la resistenza dei Dorsi e di parrucchieri ed estetisti. «Non vediamo l'ora di riaprire, farlo in sicurezza è possibile: ecco come»

I fratelli Raffaele e Alberto Dorsi gestiscono due saloni a Varese: «Non vediamo l’ora di poter riprendere. Uno alla volta? Plausibile per i piccoli negozi, non per noi: si ragioni su un rapporto tra superficie e numero di clienti. L'emergenza economica non può superare quella sanitaria»

Coronavirus, la resistenza dei Dorsi e di parrucchieri ed estetisti. «Non vediamo l'ora di riaprire, farlo in sicurezza è possibile: ecco come»

In attesa di capire quando si potrà tornare a farsi una piega, il colore e prendersi un po’ cura di se stessi, i parrucchieri e gli estetisti stanno ragionando su come poter riprendere a fare il loro lavoro in totale sicurezza. «Una data certa su quando questo potrà accadere non c’è ancora e non ci sono nemmeno delle regole sulle misure di sicurezza da adottare nei saloni  - spiegano Raffaele Dorsi e la moglie Giovanna Favero – questo non vuol dire che ci coglieranno di sorpresa. Sono settimane che stiamo lavorando ad un protocollo da seguire per rendere i nostri saloni sicuri e che adotteremo in ogni caso».

Raffaele e Giovanni si sono messi a ripensare ad ogni servizio che offrono e a come renderlo unico per limitare il più possibile il contatto con e tra i clienti. «I nostri saloni sono molto grandi e ogni postazione è già predisposta per garantire la giusta privacy ad ogni cliente. In via Cavour abbiamo 10 poltrone posizionate a otre un metro di distanza l’una dall’altra, con gli specchi a fare da divisori tra le clienti. Questo ci permetterebbe di operare anche a pieno regime, ma siamo disposti serenamente a ridurre le postazioni e aumentare le distanze pur di riaprire, nel limite della sostenibilità ovviamente. Abbiamo letto di alcune ipotesi di riapertura per cui le clienti potranno essere accolte solo una alla volta nei saloni e francamente questo per noi è impossibile. E’ plausibile per i piccoli negozi, ma non per i saloni che lavorano sui grandi numeri. Tanto varrebbe restare chiusi. Ci auspichiamo che invece si ragioni su un rapporto superficie negozio/numero clienti».

Per quanto riguarda i sistemi di protezione individuale, «le ragazze indosserebbero mascherine, guanti e camici da sostituire ad ogni cambio cliente. Allo stesso modo abbiamo pensato di accogliere i nostri clienti dotandoli di tutti i dispositivi di sicurezza». E poi c’è il protocollo che riguarda il ripensamento strutturale del negozio. «Dovremo delimitare alcune zone in modo che non si formino assembramenti, montare dei plexiglass in cassa e sanificare le postazione e gli strumenti con frequenza. Non sarà più lo stesso, non si lavorerà più come prima, ne siamo consapevoli».

Non hanno tralasciato nulla e in ogni caso, «qualsiasi condizione che abbia a che fare con la sicurezza dei nostri clienti e del nostro personale l’accetteremo, ma non vediamo l’ora di riaprire. Abbiamo bisogno di tornare al lavoro, siamo entusiasti al solo pensiero e ce lo chiedono anche i nostri clienti, che non abbiamo mai smesso di coccolare». Durante il lockdown, Dorsi ha pubblicato utilissimi video tutorial per spiegare alle signore come farsi la tinta da sole, per esempio, o come realizzare degli scrub con i prodotti che comunemente si hanno in casa. 

«L’unica cosa che chiediamo è che ci facciano sapere al più presto quali prescrizioni dovremo seguire in modo da poterci adeguare in tempo utile ed essere operativi per il giorno in cui si potrà riaprire. Ci aspettiamo regole certe in materia di sicurezza, come in coscienza noi comunque applicheremo, e che si proceda anche con i controlli nei confronti di chi sta continuando ad esercitare abusivamente la professione a domicilio, mettendo in difficoltà tutta la categoria. Il lockdown si sta protraendo troppo e forse l’emergenza economica sta per superare quella sanitaria». 

Valentina Fumagalli

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