Due scudetti a testa, un destino incrociato fatto di cadute e risalite, un nemico comune (il Bolzano), una lontananza (352 chilometri) che è solo apparente, la sfida comune di credere nel campionato e nei giocatori italiani: Varese-Merano che domani dopo più di trent'anni vale il primato in classifica (18.30, Palalbani) è tutto questo e molto di più.
Per qualcuno Varese-Merano rappresenta le corse nella notte al distributore automatico della Prealpina in via Tamagno ad aspettare il giornale fresco dopo la semifinale scudetto 1987 Varese-Merano 5-0, Merano-Varese 1-2, Varese-Merano 5-2 con i Mastini più eroici di ogni tempo, quelli di Bill Purcell, un coach che sembrava avere una stella sul petto, come fosse uscito da un film western; mai una squadra fu così sfavorita e così leggendaria nell'andare contro la storia, riportando uno scudetto in Lombardia dopo 27 anni di dittatura altoatesina. Fu come la vittoria dell'Italia di Bearzot a Spagna 82, la fine e l'inizio di un'epoca.
C'era la fila davanti alla Prealpina in piena notte per avere le mani piene di inchiostro e il cuore gonfio di emozione davanti a nomi mitici come quello di Denis Houle, che urlato alla radio o al palaghiaccio sembrava lungo e terrificante come l'eco di una caverna. O a quelli dei gemelli Carlacci e Catenacci, una ditta del gol separata soltanto da un paio di sillabe. E volete mettere giocatori che parevano scioglilingua come Herbert Frish e Mike Mastrullo ma che quando pestavano i pattini sul ghiaccio e gli avversari in balaustra erano tutto tranne che filastrocche? Ed Emilio Iovio, con quel cognome liscio come l'olio proprio come quando scappava e s'allargava volando sul ghiaccio come un gabbiano? Nessuno potrà mai dire di avere conosciuto una squadra più dura della pietra come quella, una sporca ventina, un po' pirati e un po' sceriffi attorno al tesoro di Jim Corsi.
Varese-Merano era l'antipasto rispetto all'amaro o dolcissimo piatto principale di Varese-Bolzano (lo stesso valeva per Merano-Bolzano), l'antivigilia e a volte la vigilia del Natale giallonero, l'avamposto finale prima della grande battaglia del Palafiera e poi del Palaonda bolzanino.
Il Merano, a differenza del Bolzano, univa italiani e tedeschi, varesini o lombardi in servizio militare in Alto Adige che ritrovavano le maglie e l'odore di casa e che, insieme ai tifosi meranesi, s'univano in una sola grande passione. Il palaghiaccio di via Mainardo, poi spodestato dalla Meranarena, non faceva paura, quello di via Roma a Bolzano, sì.
Kronenbourg Varese-Merano Lancia è stata e sarà sempre Bryan Lefley: l'artefice del primo scudetto meranese (1986) e del secondo giallonero (1989), il più grande allenatore e la persona migliore con cui ogni giocatore di hockey dice di aver lavorato. Semplicemente, il coach ideale. E infatti adesso è il coach dei sogni, del cielo e delle stelle.
Varese-Merano è il plexiglass che ondeggia, la passione della nostra gioventù (giallonera) che rivive nei ragazzi della Nord, anche in quelli che arrivano dal calcio perché più quella curva è piena, più soffia vento alle spalle dei Mastini.
Ecco, Varese e Merano domani meritano un applauso e un grande pubblico perché hanno dimostrato che l'hockey può ricominciare, e riempire di nuovo i palaghiacci, dagli italiani e con pochi stranieri, facendosi coraggio e puntando sui simboli, sui colori, sulle radici.
Varese-Merano una volta valeva una semifinale, adesso è una finale di chi crede nella storia - e in essa trova forza e ragione d'essere - per costruire il futuro.
Chi ama davvero l'hockey, lo ama per sempre ed è per questo che ama Varese-Merano.
In onore di Varese e Merano pubblichiamo i nomi dei Mastini e delle Aquile del primo scudetto giallonero e meranese: basta leggerli per provare un piccolo brivido, dare la carica e tornare al palaghiaccio.
Mastini Varese 1986/87:
Jim Corsi, Lele Villa, Dan Fascinato, Bob De Piero, Mike Mastrullo, Herbert Frish, Toto Trani, Cesare Carlacci, Denis Houle, Emilio Iovio, Thomas Milani, Vito D’Angelo, Maurizio Catenacci, Matteo Malfatti, Vittorio Zafalon, Luca Orrigoni, Giancarlo Merzario, Davide Quilici, Flavio Faré. Allenatore: Bill Purcell.
Merano 1985/86:
Walter Allneider, John Bellio, Marco Capone, Grant Goegan, Francesco Lopetuso, John Robert Manno, Thomas Milani, Gunter Moritz, Mark Morrison, Willi Niederegger, Frank Nigro, Paolo Nuvolini, Livio Pegoraro, Norbert Prunster, Engelbert Rassler, Claudio Rier, Gianni Spoletti, Dave Tomassoni, Pierluigi Venturi. Allenatore: Bryan Lefley.
BIGLIETTI
Alle casse (9 euro, 7 ridotto) e in prevendita presso liveticket.it al sito https://www.liveticket.it/mastinivarese selezionando la partita.
VIABILITA' E PARCHEGGI
La viabilità in auto nei pressi di via Albani sarà modificata a causa della cronometro della Gran Fondo di ciclismo. L'accesso al palaghiaccio è vietato provenendo da piazzale Ippodromo, ma sarà autorizzato, a partire dalle ore 17.30 circa (dal passaggio dell'ultimo corridore) sia da via Appiani che da via Albani provenendo da viale Valganna e passando per via Ferraris.
Il Comune in ogni caso ha messo a disposizione il parcheggio sterrato di via Albani, a fianco dell'Ata Hotel.
QUARTA GIORNATA IHL
Ore 18: Como-Bressanone. Ore 18.30: Varese-Merano. Ore 19.30: Caldaro-Pergine. Ore 20.30: Alleghe-Valpeagle. Domenica 6, 18.30: Valdifiemme-Appiano.
CLASSIFICA
Merano, Varese 9. Pergine, Valpeagle, Bressanone 6. Como, Caldaro 3. Unterland Cavaliers 2. Valdifiemme 1. Alleghe, Appiano 0.














