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Sport | 02 agosto 2019, 07:24

L'ULTIMO SALUTO. Il vento di Masnago sia con te, Fausto Scarpazza

Oggi alle 15 Varese saluta il suo Fausto nella Sala del Commiato di Giubiano. Noi lo ricordiamo così: arguto, istintivo, intuitivo, fedele, mangione, varesino, sorprendente, generoso, pensieroso, malinconico

L'ULTIMO SALUTO. Il vento di Masnago sia con te, Fausto Scarpazza

Alle 15 di oggi, venerdì 2 agosto, nella Sala del Commiato a Giubiano daremo l'ultimo saluto a Fausto Scarpazza insieme a tutta la Varese che gli ha voluto e gli vorrà sempre bene. Noi lo ricordiamo così, come forse avrebbe fatto piacere a lui: dicendogli tutto, da amici, senza filtro. 

In memoria di un amico

“Aspetto un tuo post” mi scriveva sempre quando sapeva che sul Varese la pensavo come lui e sicuramente avrei fatto volare gli stracci, il cuore, il nemico travestito da amico, l’amico trasformato in nemico.

Aspettava un mio post dopo la chiusura della Provincia e io non lo avevo accontentato, se l’era presa anche se gli avevo spiegato che in quel momento per me il silenzio valeva più di mille parole. “Allora vieni al Rosso, anzi al Biffi che mettiamo le cose a posto e ti offro qualcosa”. Impossibile pagare qualcosa a Fausto o sfuggirgli, al massimo a fuggire era lui, e anche quando faceva il duro o il cerbero alla fine mostrava cuore grande.

Camminando per il centro, una volta lo incontrai a orari diversi in tre posti diversi, e in ogni posto mi offriva sempre qualcosa di diverso.

Ecco: diverso, malinconico anche quando scherzava, oltranzista anche quando aspettava soltanto la tua reazione e, ottenuta quella, si placava come se il suo scopo fosse succhiare forza, durezza, schiettezza, verità in ogni piccolo grande rapporto con gli altri.

Il suo messaggio era stato forse il più bello del 7 giugno 2016: “Adesso che non sei più direttore bisogna andare a cena io te e lo Stefano e aprire tutti i cassetti... mi dispiace Andrea”.

Hai sempre voluto sapere cosa c’era dietro alle cose e non ti davi pace finché non lo scoprivi, spesso in anticipo, come il vento di Masnago che una volta dicevi che non accompagnava più nemmeno i miei articoli: era il tempo della guerra ad Ebagua, tu di là io di qua, prima che a furor di popolo ti riportammo sul tuo seggiolino in tribuna laterale Sud lasciato coerentemente, lungamente e disperatamente vuoto per protesta.

Hai sempre creduto in quello che facevi, forse anche troppo. 
Ti sei incazzato, forse anche troppo (“Che merda, Andrea”). 
Hai sempre sofferto con purezza e trasporto, forse anche troppo (“Andrea cosa sta succedendo? Ti prego, dimmi qualcosa di positivo”). 
Hai sempre sognato, forse anche troppo (“Io vorrei solo una squadretta pulita con persone vere”). 
Hai sempre odiato Como, forse anche troppo.
Ci hai sempre aspettato, tu e il Marangon, forse anche troppo. 
Sei sempre stato arguto, istintivo, intuitivo, fedele, mangione, varesino, sorprendente, generoso, pensieroso, malinconico, forse anche troppo. 
Sei sempre stato tu, forse anche troppo.

Tu e la tua curva, i tuoi mitici piatti stracolmi ma mai così vuoti come ora, quell’Amaretto mai così amaro come ora, quella bandiera mai così ferma, piegata e spezzata come ora.

“Andrea sai che ti voglio bene ma a sto giro non sono dalla tua parte”: dimmelo ancora, per carità, Fausto, dimmelo ancora.

Fausto è stato ricordato così nell'ultima puntata di Biancorossi News condotta da Filippo Brusa e in onda su Rete55.

Andrea Confalonieri

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