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Economia | 17 gennaio 2020, 14:41

Varese: Sant’Antonio Abate, i nostri allevatori tutelano le razze a rischio estinzione

La “Verzaschese” è tra le 14 razze lombarde che rischiano di scomparire. Coldiretti: «Un lavoro quotidiano di tutela e presidio del territorio che è importante conoscere»

Varese: Sant’Antonio Abate, i nostri allevatori tutelano le razze a rischio estinzione

C’è anche la capra “Verzaschese”, introdotta negli Anni Settanta del secolo scorso dalla vicina Svizzera, tra le 14 razze lombarde a rischio estinzione: oggi è oggi diffusa nelle province di Varese e Como, è considerata rustica e sobria ed contraddistinta dal caratteristico mantello nero.

«Il suo futuro è affidato al lavoro e all’impegno quotidiano degli allevatori che operano sulle montagne prealpine e del settentrione lombardo» ha sottolineato Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese, in occasione della giornata di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali.Una tradizione popolare e secolare che vede anche in provincia di Varese parrocchie di campagna e città prese d’assalto per la benedizione della variegata moltitudine di esemplari presenti sul territorio, mentre a Roma Coldiretti e AIA (Associazione Italiana Allevatori) hanno portato in piazza San Pietro le razze più rare e curiose di mucche, asini, pecore, capre, galline e conigli salvate dal rischio di estinzione. 

Gli animali custoditi negli allevamenti italiani – sottolinea la Coldiretti – rappresentano  un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto, anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e compattamento dei suoli svolto dagli animali. 

«In Lombardia – chiarisce la Coldiretti – sono minacciate di estinzione 14 razze: 6 di bovini, 3 di ovini e 5 di caprini. Un patrimonio composto da veri e propri tesori della natura e della storia come la Varzese, unica razza bovina autoctona della Lombardia diffusasi probabilmente dopo l’arrivo dei Longobardi, e la capra Verzaschese dal caratteristico mantello nero». Tra i bovini a rischio ci sono poi la Cabannina, dalla particolare riga color crema sul dorso, la Bianca di Val Padana, la Rendena razza longeva per eccellenza, la Bruna Linea Carne discendente da animali diffusi in Svizzera, Austria e Baviera, e la Grigio Alpina che può arrivare a pesare fino 650 chili

A queste si aggiungono le pecore: da quella di Corteno diffusa nella Comunità Montana di Valle Camonica, alla Ciuta che per un periodo si è creduta estinta, fino alla pecora Brianzola. Tra le capre a rischio scomparsa in Lombardia ci sono la Orobica dalle corna imponenti, la capra Frontalasca che prende il nome dal paese dell’alta Valtellina di cui è originaria, la Bionda dell’Adamello e la capra di Livo presente ancora nella vicina provincia di Como.

«Gli animali custoditi negli allevamenti italiani – conclude Fiori – vanno tutelati e protetti anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. Quando una stalla chiude, infatti, si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a preservare il territorio».

Redazione

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