(da ilSaronno.it) Nessun passo indietro sui licenziamenti e nessuna apertura sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali. È questo l’esito dell’incontro che si è svolto giovedì 5 novembre a Confindustria Varese tra la direzione della Barco e i rappresentanti sindacali. Un nuovo passaggio della vertenza che riguarda lo stabilimento saronnese, destinato alla chiusura con il trasferimento delle produzioni, e il futuro dei suoi lavoratori.
Al centro del confronto sono tornate le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali: ritiro dei licenziamenti, ricorso agli ammortizzatori sociali e presentazione di un piano industriale concreto per il rilancio dello stabilimento e la salvaguardia dell’occupazione.
La risposta dell’azienda, almeno sui primi due punti, è stata negativa. Barco ha respinto sia la richiesta di ritirare i licenziamenti sia quella di utilizzare gli ammortizzatori sociali, confermando la propria posizione. Il confronto si è quindi concentrato sul piano industriale, senza che nel comunicato sindacale vengano indicati nuovi impegni o soluzioni condivise.
La vertenza riguarda 46 dipendenti dello stabilimento saronnese, ai quali si aggiungono 25 lavoratori interinali coinvolti dalla crisi occupazionale. Una situazione che nelle ultime settimane ha mobilitato lavoratori e rappresentanze sindacali, impegnati a chiedere garanzie sul futuro produttivo e occupazionale del sito.
“Vogliamo risposte concrete, non promesse. Il lavoro e il futuro dei lavoratori sono una priorità”, ribadiscono le rappresentanze sindacali nel comunicato diffuso dopo l’incontro.
Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 9 novembre, quando si terrà un’assemblea sindacale per aggiornare tutti i lavoratori sull’esito del confronto con la direzione aziendale e fare il punto sulla situazione.
Nel frattempo prosegue lo sciopero degli straordinari, della flessibilità e delle trasferte, una forma di mobilitazione che mantiene aperta la protesta.
Il comunicato è firmato dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali Fim Cisl Laghi, Fiom Cgil Varese e Uilm Uil Varese, che concludono con un messaggio netto: “Le persone non sono numeri!”














