Giacomo Puccini ci mise una notte a scrivere una splendida elegia per quartetto d’archi in memoria di Amedeo Di Savoia, Duca d’Aosta, morto nel 1890, e la intitolò “Crisantemi”, fiori peraltro splendidi che noi associamo ai defunti, ma in Giappone sono segno di nobiltà, e rinnovamento, poiché nel buddismo indicano la luce che guida le anime. Del resto il nome, dal greco “chrysòs”, oro, e “anthemon”, fiore, ci regala un senso di gioia e opulenza, ma noi italiani associamo il “fiore d’oro” alla ricorrenza del 2 novembre perché fiorisce nel periodo con poca luce, ed è molto resistente al freddo. Un fiore da lutto, insomma, da non regalare mai lontano dai cimiteri.
Cimiteri che in questi giorni sono colorati dalle tante varietà di crisantemi, il “Déco” rotondo, lo “Spider” a stella, la “Venere” candida e opulenta, il “Pin Pon”, a palloncino, ma anche da ciclamini, rose, erica, margherite, fiori che abbelliscono le tombe almeno per qualche giorno.
«Il lavoro è calato parecchio quest’anno, anche per la crisi. I fiori comunque costano e non tutti arrivano bene a fine mese. Ormai sono solo le persone anziane a metterli sulle tombe, i giovani non si vedono mai al cimitero», dice il signor Carlo Sasso, fioraio al Cimitero monumentale di Giubiano, dove il micio Diesel dà sempre il benvenuto ai visitatori al limitar del cancello.
Ci spostiamo in via Casula dove troviamo Patrizia e Rosa Sasso, sorelle di Carlo, con il loro banco dei fiori, “invaso” da crisantemi di diverse specie: «Qui arrivano anche persone che vedo soltanto per la ricorrenza dei defunti, una volta all’anno, ma le vendite non sono più quelle di prima, i supermercati ormai propongono qualsiasi cosa, fiori compresi, ed è difficile competere. Comunque chi compera fiori per i defunti sono per l’80 per cento persone dai 50 anni in su, molte più donne, e uomini spesso però accompagnati dalla moglie», spiega Patrizia.
Vanno i crisantemi sciolti, ma anche le ciotole, ma qualcuno porta al cimitero anche rose e ciclamini. «Le composizioni le vogliono in pochi, la maggior parte delle persone arriva prende il vaso e se ne va. Noi abbiamo diverse varietà di crisantemi e teniamo soltanto fiori italiani. Molte varietà non sono più prodotte, un tempo arrivavano direttamente dall’Olanda», aggiunge Rosa.
Al cimitero di Bizzozero troviamo Rita Badolato, che curiosamente è nata proprio nel comune di Badolato, splendido borgo in provincia di Catanzaro, ma è varesotta dall’età di quattro anni. Il suo chiosco è all’insegna della creatività, e mentre ci concede l’intervista è intenta a realizzare una raffinata composizione con i crisantemi “Sancarlini», ingentilita da rametti di quercia.
«Gli abitanti del posto non comperano quasi mai da me, arrivano già con i mazzi di fiori già fatti. I ragazzi di solito mi chiedono le corone per la laurea, che realizzo con alloro oppure con i fiori di cera, qualche mazzo per il compleanno della nonna o il bouquet per la fidanzata. Raramente portano fiori sulla tomba dei loro cari. Purtroppo qui ci sono loculi di persone i cui parenti magari abitano lontano, per cui lasciano tutto l’anno i fiori finti. La crisi fa molto, ogni tanto sconto qualcosa alle vecchiette che mi comperano magari il vasetto da pochi euro perché fanno fatica con la pensione. C’è però anche qualcuno che omaggia i suoi cari con fiori eleganti come il Lilium orientale», racconta Rita, che ha rilevato il chiosco da Cristina Copes, dopo una vita lavorativa trascorsa a Sumirago, dove si occupava di confezioni con un laboratorio proprio.
«Con l’avvento dei prodotti cinesi ho dovuto chiudere l’attività e lavorare poi in diverse ditte, ma chi ha avuto una ditta propria fatica a rimanere sotto padrone. Mi è sempre piaciuto fare il giardino e quando si è presentata questa occasione ho rilevato il chiosco. Però vorrei metterci davanti una panchina in cemento per far accomodare le persone anziane che vengono da me, ma la mia richiesta finora è rimasta inascoltata, come quella delle telecamere di sorveglianza. Qui di notte succede di tutto, ho trovato spesso bustine vuote di droga e siringhe, mi hanno rotto il tavolo e scaricato una quantità di rifiuti vegetali dietro il negozio, che poi ho dovuto far rimuovere. È un brutto mondo».


















